logo Parco
home  |  biddings, RFP, advices  |  vendors lists  |  news from Park  |  contacts  |  maps  |  links  |  search |   normal text medium text big text

Io MeLa Mangio

Progetto di educazione ambientale sul "Recupero, conservazione e valorizzazione della biodiversità agricola"


La riduzione della diversità delle piante coltivate: un mondo sempre più povero
Nel mondo sono circa 250.000 le specie vegetali, ma quelle utilizzate per scopi alimentari sono solo l’1%. Si stima che circa l’80-90% delle varietà coltivate in passato siano andate scomparendo. Il fenomeno interessa anche la Regione Abruzzo, dove un tempo si coltivavano ben 10 varietà di grano, oggi ridotte solo ad un paio.

La biodiversità agricola e la conservazione della fauna
Il Parco Nazionale della Majella, nel cuore della Regione Verde d’Europa, rappresenta uno dei parchi italiani più ricchi in biodiversità. Oltre ad ambienti naturali, sono presenti piccole aree agricole spesso marginali, dove l’agricoltura viene ancora effettuata in maniera tradizionale. Proprio il carattere di marginalità e isolamento, ha permesso la sopravvivenza di varietà coltivate e di tradizioni tipiche della cultura contadina, altrove scomparse. Tutto ciò, insieme alla notevole ricchezza floristica e faunistica di questo territorio, fanno del Parco un ecosistema davvero unico. La tutela di questi agro-ecosistemi rientra nelle finalità istitutive delle aree protette; l’art. 1 della L. 394/91 recita:"…..applicare metodi di gestione o di restauro ambientali idonei a realizzare un’integrazione tra uomo e ambiente naturale anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali". Infatti, le attività agricole ancora presenti nel Parco, condotte secondo metodi tradizionali, rappresentano un elemento molto importante per la fauna del Parco; numerose le specie di uccelli presenti in Direttiva Habitat (allodola, ortolano, zigolo ecc.) che vivono proprio in questi ambienti marginali insieme a mammiferi più noti, come l’orso che frequenta queste zone alla ricerca di cibo.

La tutela e la valorizzazione
Il Parco Nazionale della Majella in collaborazione con l’Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo (ARSSA) ha già messo in opera un progetto finalizzato alla salvaguardia di questo patrimonio agricolo e alla valorizzazione dei prodotti tipici dell’area protetta e più in generale della Regione Abruzzo. E’ possibile osservare "vecchi" meli, peri, fichi, susini, "vecchi" cereali e legumi nei campi vetrina dei Giardini Botanici del Parco a Lama dei Peligni (CH) e a S. Eufemia a Majella (PE). L’idea del progetto educativo "Recupero, conservazione e valorizzazione della biodiversità agricola" si inserisce in questo contesto, con l’intento di far conoscere sia il valore agricolo che quello culturarle legato al recupero e alla conservazione delle varietà autoctone; si parte da percorsi educativi rivolti al mondo scolastico finalizzati a raccogliere e tramandare i saperi, gli usi, i detti popolari, i sapori connessi alle colture del nostro territorio, fino a sensibilizzare le famiglie e in generale l’opinione pubblica riguardo all’importanza della salvaguardia della biodiversità agricola.

Le varietà autoctone da riscoprire
Per varietà locale si intende l’insieme di individui che, coltivati in un determinato territorio per moltissimi anni, si sono adattati all’ambiente. Questo lungo processo di selezione ha prodotto, nel corso dei secoli, una notevole varietà di forme e colori fra le diverse specie coltivate. Sebbene la superficie attualmente occupata da aree agricole nel Parco Nazionale della Majella sia poco superiore al 7%, le attività di esplorazione condotte sul campo hanno permesso di riscoprire numerose varietà locali, custodite sapientemente dai contadini della zona, che hanno preservato fino ad oggi questo prezioso materiale insieme alla memoria storica ad esse collegata. Si tratta spesso di ecotipi diffusi nel territorio del Parco a volte anche in modo esclusivo, che presentano una tradizione culturale da tempo radicata nel territorio. Alcuni hanno nomi stranissimi, talvolta divertenti, che ne descrivono sapore, forma, periodo di raccolta o altre caratteristiche; basta pensare alla mela "meloncello", "tinella", "paradiso", "mangione", "gelata", "cipolla" o alla pera "prosciutto", "d’inverno", "agostina", "campana", "carbone", "spina"; a questo elenco si possono aggiungere tantissime altre varietà come ad esempio il fagiolo "a pane" o "socere e nore", il peperone "a corno di Sulmona" e per finire il pomodoro "a pera" o "a cuore". Le differenze nell’aspetto dei semi e dei frutti di queste piante a rischio di estinzione rispecchiano la loro diversità genetica e ed è doveroso salvarle per poter tramandare alle future generazioni un così vasto patrimonio naturale e culturale.

Le scuole che hanno partecipato al progetto:
Istituto Comprensivo di Palena (CH)
Scuola Media "G. Pascoli" di Silvi (CH)
Scuola Elementare di Pacentro (AQ)
Direzione Didattica "Elisabetta De Francesco" di Atessa (CH)
3° Circolo Didattico di Chieti
Circolo Didattico di Guardiagrele (CH)
Direzione Didattica Statale di Catignano (PE)
Scuola Media "A. Vivenza" di Avezzano (AQ)
Scuola Media "Bindi Pagliaccetti" di Giulianova (TE)
Scuola Media "Pugliesi" di Ortona (CH)
Scuola Media "Salvo D’Acquisto" di San Salvo (CH)
Scuola Media "R. Ortiz" di Chieti

I materiali prodotti
Con Rossella alla scoperta delle piante dimenticate (.pdf)
La storia, “Con Rossella alla scoperta delle piante dimenticate”, nasce come parte integrante di un percorso didattico sperimentale destinato agli alunni delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo delle elementari. Ideata dagli operatori della Cooperativa Majella di Lama dei Peligni (CH), è stata successivamente riadattata per questa pubblicazione, al fine di avvicinare i più piccoli alle tematiche riguardanti la salvaguardia delle varietà agricole locali. Queste varietà, oggi a rischio di estinzione in tutto il mondo, costituiscono un patrimonio genetico di inestimabile valore, fondamentale per la sopravvivenza dell’Uomo. Nell'ambito del progetto "Io MeLa Mangio", i ragazzi più grandi hanno intervistato i propri nonni e gli anziani del paese attraverso un questionario e una scheda di rilevazione, per giungere all’individuazione delle varietà molto note un tempo, ma ora coltivate solo da pochi agricoltori “custodi”. I più piccoli, invece, hanno affrontato l’argomento con il supporto della fiaba: incaricata da Nonno albero, un vecchio albero di Mela tinella che vive in una campagna abbandonata ai piedi della Majella, la mela Rossella fa conoscere ai bambini alcune delle varietà locali del Parco e chiede il loro aiuto per salvarle. La speranza è quella che da grandi sapranno scegliere uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e di conseguenza della loro salute, a partire da quello che mangiano.
 




Io MeLa Mangio


Regione Abruzzo
Realizzato con il contributo della Regione Abruzzo

Servizio Politiche per lo Sviluppo Sostenibile


Parco Nazionale della Majella - S.Leg.: Guardiagrele (CH), S.Op.: Sulmona (AQ) tel 0864/25701 fax 0864/2570450 info@parcomajella.it | PI 01815660699