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Attività e Progetti Il territorio del Parco è caratterizzato dalla presenza di riserve integrali, riserve generali orientate e oasi di protezione, istituite in passato e in periodi diversi, che hanno costituito un nucleo formidabile di aree per la tutela delle specie e dei sistemi montani; inoltre per caratteristiche geo-morfologiche, faunistiche, floristiche e vegetazionali, il complesso della Majella ospita un gran numero di specie di particolare significato biogeografico, costituisce l’ambito più meridionale di tutta l’Europa che abbia mantenuto caratteri floristici e faunistici “alpini” ed è di massimo interesse scientifico e conservazionista. L’area è stata in passato fortemente utilizzata dall’uomo per attività di pascolo, di sfruttamento dei boschi e di piccola agricoltura. Con l’abbandono progressivo di queste attività, la montagna della Majella ha visto diminuire la frequentazione da parte dell’uomo fino ad un minimo storico che si può situare nel periodo intorno agli anni Settanta, per poi riprendersi gradualmente con attività legate essenzialmente al turismo. Il Parco presenta quindi tre ordini di valori da tutelare e gestire: il primo è quello delle emergenze naturalistiche più preziose, animali e vegetali, per le quali il Parco non è secondo a nessuno in Italia; il secondo è quello del paesaggio montano, imponente, difficile, fatto di montagne alte per gli alpinisti, di grotte per lo speleologo, di immense foreste, di neve accessibile ad un uso intelligente degli sport invernali, di sentieri di attraversamento e di accesso; il terzo è quello della presenza umana e delle sue testimonianze storiche, ma anche delle attività economiche tuttora esistenti e pienamente compatibili con la tutela della natura. A livello internazionale (“Guidelines for Protected Area Management Categories” – IUCN, 1994) il Parco Nazionale della Majella, in quanto Parco nazionale, appartiene alla II categoria alla quale vengono attribuiti i seguenti obiettivi di gestione: protezione delle aree di valore naturale e scenico di importanza nazionale e internazionale; conservazione, per quanto possibile, allo stato naturale, degli esempi rappresentativi delle aree fisiografiche, delle comunità biotiche, delle risorse genetiche e delle specie, per assicurare la stabilità e la diversità ecologica; gestione della fruizione a fini educativi, culturali e ricreativi in modo da mantenere l’area nello stato naturale o semi-naturale; eliminazione e prevenzione delle utilizzazioni od occupazioni del suolo conflittuali con le ragioni dell’istituzione del Parco; rispetto delle caratteristiche ecologiche, geomorfologiche, culturali ed estetiche che hanno motivato l’istituzione del Parco; considerazione delle esigenze della popolazione locale, comprese quelle relative all’uso in atto delle risorse, in modo che esse non diventino conflittuali con gli altri obiettivi di gestione. A livello italiano la Majella è stata classificata come parco nazionale, ossia come una di quelle “…aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l'intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future.” come recita l’art. 2, comma 1, della legge quadro sulle aree protette (394/91). Il Parco Nazionale della Majella gioca quindi un ruolo importante nella conservazione di habitat e specie per le generazioni presenti e future e questo si realizza attraverso la ricerca scientifica, l’educazione ambientale, il turismo sostenibile e una gestione che armonizzi le esigenze di tutela con le attività dell’Uomo, proponendo modelli di sviluppo sociale ed economico compatibili con i valori naturali e storico-culturali presenti nell’area. |
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