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Le grotte
Il carsismo è un fenomeno che caratterizza profondamente le montagne del
Parco, in gran parte costituite da rocce carbonatiche, e in particolare la
Majella sulla quale si contano oltre 100 grotte. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il mondo sotterraneo ospita non poche forme di vita. Le piante possono vivere solo sull’uscio delle grotte o comunque fin dove arriva qualche spiraglio di luce; esse sono dette “sciafile” proprio perché vivono in ambienti poco luminosi. Spesso amano anche l’umidità quindi nei pressi di cavità carsiche (in grotta l’umidità arriva anche al 100%). Fra queste ricordiamo: alcune felci come il capelvenere e la lingua di cane e alcune piante fiorite come l’aquilegia della Majella e la campanula napoletana, oltre naturalmente ai muschi e licheni; nella zona più interna troviamo solo alghe e funghi. Le grotte e le cavità della roccia possono essere rifugio per alcuni mammiferi (volpe, faina, lupo, orso) e uccelli, soprattutto rapaci notturni, o residenza stabile per altri. Naturalmente qui si vive al buio per cui gli animali non hanno apparati visivi molto sviluppati e i loro colori sono spesso inesistenti o molto tenui. La fauna di grotta è costituita principalmente da invertebrati (aracnidi, ortotteri, coleotteri, lepidotteri), ma sono i pipistrelli le specie più rappresentative di questi ambienti; al riguardo l’Ente Parco sta svolgendo ricerche per la conoscenza delle specie presenti e che allo stato attuale ammontano a circa 13 specie. Si tratta di specie molto importanti, basti pensare che il 50% delle specie presenti in Italia sono a rischio di estinzione. Questo animale è un ottimo insetticida naturale in quanto può catturare fino a 2000 insetti per notte; è importante quindi tutelarlo e tutelare l’ambiente in cui vive: non solo il mondo sotterraneo, ma anche i boschi secolari e il patrimonio edilizio rurale.
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