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Le rupi delle forre e i ghiaioni Le forre sono gli ambienti più spettacolari del Parco. Alcune si spingono nel cuore della Majella per decine di chilometri come la Mucchia di Caramanico Terme, altre presentano pareti verticali altissime come la valle di Selva Romana, dove la luce riesce scarsamente a penetrare.
Si tratta di ambienti molto peculiari le cui rupi ospitano specie vegetali
dotate di adattamenti selettivi, come il portamento sospeso ben visibile in
alcune specie come la Campanula napoletana o la Cinquefoglie penzola, la
capacità di eliminare i sali carbonatici di cui è ricco il substrato come
avviene per le sassifraghe. Le pareti delle rupi soprattutto quelle assolate sono gli ambienti preferiti per la nidificazione di rapaci come il raro Lanario, specie è considerata prioritaria in base alla Direttiva 409/79 dell’UE. Molte sono le specie nidificanti di notevole interesse naturalistico, come il Gracchio corallino, il Gracchio alpino, il Falco pellegrino e l’Aquila reale.
Sulle rocce con piccole aree di pascolo rado vive la Coturnice, un
galliforme in calo in tutto l’areale europeo e preda di grande importanza
per diversi uccelli rapaci e mammiferi carnivori. La selezione non avviene solo nei confronti delle specie vegetali ma anche nella comunità animale che vi risiede. Nei brecciai trovano rifugio soprattutto rettili, dalla Lucertola muraiola al raro Colubro dei Riccioli, mentre specie vegetali come la citata Dripide e la Valeriana rossa costituiscono delle ottime nettarifere visitate ma numerosi lepidotteri, come la Parnassio apollo, e imenotteri come i bombi, le api e altri numerosi insetti. |
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