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Arvicola delle nevi

Identificazione
Ha il dorso di color grigio fumo sfumato di fulvo pallido sui lati, che diventa biancastro sul ventre e nelle parti inferiori della coda e dei piedi. A differenza delle altre arvicole i padiglioni auricolari sporgono dalla pelliccia e la coda è relativamente lunga (oltrepassa la metà del corpo).
Comportamento
Passa i momenti di riposo in tane sotterranee, ricavate tra gli anfratti delle rocce e dei sassi. Talvolta si rifugia nelle baite di montagna. Tra le arvicole è la meno prolifica, infatti, la breve estate montana permette ad ogni femmina di partorire al massimo due volte all'anno, e ogni volta mette alla luce dai due ai sei piccoli che diventano indipendenti a tre settimane dalla nascita.
L'arvicola delle nevi viene predata praticamente da tutti i carnivori presenti nell'ambiente in cui vive e le sue abitudini parzialmente diurne la rendono vittima anche dei serpenti e dei rapaci diurni.
Alimentazione
E' prevalentemente vegetariana, si nutre di erbe e radici che trova nei pressi della sua tana. E' attiva anche in inverno; in questa stagione cerca il cibo movendosi in gallerie scavate sotto la neve.
Habitat
L'ambiente che predilige sono le pietraie che si trovano al di sopra dei 1500 m s.l.m. Vivere tra i sassi non è una scelta casuale: le forti escursioni termiche che si registrano negli ambienti montani, sia nell'arco della giornata che nel corso delle stagioni, sono notevolmente attenuate sotto i sassi.
Segni di presenza
Talvolta è possibile rinvenire le sue tracce sulla neve, distinguibili da quelle di altre arvicole per i segni lasciati dalla coda.
Avvistamento
Il fatto che l'arvicola delle nevi sia attiva anche di giorno permette talvolta qualche fortuito avvistamento nel corso di passeggiate in montagna ad alta quota
Durata della vita
Non si hanno notizie certe su quanto possa vivere in natura o in cattività, ma nel corso di uno studio svolto sui Pirenei, alcuni individui sono stati catturati almeno per due anni consecutivi.
Distribuzione in Italia e status della popolazione
Sono ancora molto poche le notizie sullo status e sulla distribuzione dell'arvicola delle nevi in Italia. Nel periodo delle glaciazioni questa specie era ampiamente diffusa in tutta la penisola, successivamente, man mano che i ghiacciai si ritiravano, si è "rifugiata" sulle cime delle montagne, suddividendosi così in popolazioni più o meno isolate tra loro. Sembra ormai certo che nel nostro Paese esistano più sottospecie distribuite sulle Alpi e su alcuni massicci appenninici: Majella, Gran Sasso, Monti della Laga, Montagne della Duchessa. Anche se si tratta "solo di un'arvicola", crediamo sia importante riflettere sul ruolo che questo piccolo animale svolge all'interno del bioma in cui vive. Innanzitutto essendo una delle poche prede presenti al di sopra del limite della vegetazione arborea, è alla base della dieta di carnivori di particolare interesse naturalistico e protezionistico quali il lupo, l'orso, l'aquila e talvolta è preda anche della vipera dell'Orsini. Inoltre, l'arvicola delle nevi contribuisce alla rigenerazione del vegetazione alpina, infatti, come tutte le arvicole, durante l'estate fa scorte di semi in camere sotterranee. I semi che durante l'inverno non vengono consumati sono pronti a germogliare nell'estate successiva.

AUTORI
dott.a Alessandra Buscemi e dott.a Paola Tuccinardi
Fauna urbis p.soc.coop. a r.l.




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