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Camoscio d'Abruzzo

Il camoscio appennico (Rupicapra pyrenaica ornata) è un relitto glaciale proveniente dall'Asia rimasto isolato durante l'ultima glaciazione. Questo lo differenzia dal camoscio alpino e ne fa una delle specie più pregiate della Majella.

Sopravvissuto allo sterminio perpetrato dall'uomo, solo nel Parco Nazionale d'Abruzzo con poche decine di individui, è tornato a colonizzare le nostre montagne grazie ad operazioni di reintroduzioni, "Operazione Camoscio", avvenute ad opera del WWF Italia e del Parco Nazionale d'Abruzzo e oggi si ha la fortuna di avere nel nostro Parco questo magnifico animale considerato "il camoscio più bello del mondo".

Il camoscio appenninico è ancora a rischio di estinzione a causa del lungo isolamento genetico che ha determinato una bassa variabilità genetica.

Identificazione
Il camoscio appenninico appartiene alla famiglia dei Bovidi. Si caratterizza per le corna ricurve ad uncino di tessuto osseo, portate sia dal maschio che dalla femmina, che non cadono mai ma che si accrescono gradualmente ogni anno. Il mantello è chiaro in estate ma in inverno diventa marrone scuro con una macchia chiara alla gola e due strisce laterali più scure, che lo differenziano dal camoscio alpino suo stretto cugino.
Comportamento
Vive generalmente in gruppi costituiti da femmine, maschi giovani e piccoli. I maschi adulti invece conducono vita erratica e si avvicinano alle femmine nel periodo degli amori che generalmente avvengono a metà ottobre. La gestazione dura 23-24 settimane circa e verso fine maggio-giugno le femmine si appartano per dare alla luce un camoscetto.
Alimentazione
E' un erbivoro che si nutre di erbe che crescono nei pascoli d'altitudine prediligendo quelli a Festuco Trifolietum thalii, comunità vegetale molto ricca di proteine utile in particolare nel periodo dello svezzamento.
Habitat
In estate vive al di sopra dei 1700 metri in ambienti caratterizzati da pareti rocciose intercalate a pascoli mentre in inverno scende nei boschi sottostanti.
Segni di presenza
Escrementi che però spesso si confondono con quelli di altri ungulati.
Avvistamento
E' un animale di difficile avvistamento per la sua capacità di rifugiarsi in zone montane impervie; se si vuole avere la possibilità di osservarlo ci si può recare presso l'area faunistica di Lama dei Peligni dove è presente un nucleo di 9 animali.
Durata della vita
10-15 e forse più anni.
Autore della scheda: Dr.ssa Mirella Di Cecco

I camosci nel Parco Nazionale della Majella e la loro reintroduzione. (durata 1' 27")


Camosci - foto M. Carafa

Camosci - foto A. Antonucci

Camoscio - foto M. Carafa

Camoscio - foto R. Iezzi
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