Piviere
tortolino
La presenza
di questa specie fu notata e segnalata per la prima nel 1952 dall'ornitologo
inglese R. Vaughan. Negli anni successivi è stata accertata ed osservata la
riproduzione di circa 5-7 coppie.
C'è da dire però che
negli ultimi dieci anni la presenza e la riproduzione sono state riscontrate
solo in alcuni anni. L'accesso indiscriminato nei luoghi di riproduzione e
nei periodi critici costituiscono un fattore di disturbo che potrebbe far
saltare le covate mettendo così a rischio l'unica popolazione italiana
accertata di Piviere tortolino.
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Identificazione |
| Il
Piviere tortolino è un piccolo trampoliere, ha quindi zampe e
becco allungati tipici di ambienti acquatici, che si riproduce,
ed è questa la particolarità, sugli altipiani aridi della
Majella ad oltre 2.000 metri di altitudine. Rappresenta un vero
"gioiello" ornitologico del Parco Nazionale della Majella in
quanto in tutta Europa oltre che sul nostro massiccio si
riproduce sugli altopiani scozzesi, nella tundra artica e su
poche altre montagne dell'Europa centro-orientale. La femmina, a
differenza di quanto accade in quasi tutti gli altri uccelli,
presenta colori più vivaci del maschio, è leggermente più
grande, ed è essa che conduce il corteggiamento. |
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Comportamento |
| Il
Piviere tortolino è una specie migratrice che sverna nelle
regioni desertiche dell'Africa settentrionale e del Medio
Oriente. Durante il viaggio di ritorno, verso le zone di
nidificazione, sembra trovare sugli altipiani sommitali della
Majella le condizioni tipiche degli ambienti artici e per questo
motivo vi sono 1-2 coppie che vi si riproducono, comunque in
modo non regolare. È molto confidente nei confronti dell'uomo e
per questo, unitamente al fatto che depone le sue uova sul
terreno, è una specie estremamente vulnerabile. |
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Alimentazione |
| Si
nutre principalmente degli insetti (piccole cavallette,
coleotteri, ecc.) presenti alle alte quote della Majella tra le
pietraie e le formazioni di Silene acaulis, Androsace villosa,
Androsace mathildae e sassifraghe che, per sopravvive in questi
ambienti estremi, esposti a forti venti e ad escursioni termiche
repentine, si presentano nella caratteristica formazione
vegetale "a cuscinetto".. |
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Habitat |
| Si
riproduce sugli sconfinati altipiani culminali ad oltre 2.000
metri di quota che caratterizzano, insieme con le pietraie
levigate dalla forza dei ghiacciai, le piccole cime tondeggianti
e i grandiosi circhi di origine glaciale, la sommità della
Majella. |
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Segni di presenza e avvistamento |
| La
sua estrema confidenza con l'uomo ne tradisce la presenza anche
se la vastità del territorio e le difficoltà tipiche degli
ambienti di alta quota ne rendono rare e preziose le
osservazioni dirette. |
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Durata della vita |
| Non si hanno dati e riscontri nella letteratura scientifica. |
Autori delle schede: Siro Baliva e Marco Liberatore - Ente Parco
Nazionale della Majella.