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Faggio
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Famiglia: |
Fagaceae |
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Nome scientifico: |
Fagus sylvatica L. |
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Identificazione: |
Albero alto fino a 40 m, slanciato con chioma conica - ovoidale,
densa. Corteccia liscia e di colore grigio. Foglie con lamina
ovato elittica a margine intero e leggermente ondulato. Pianta
monoica con fiori maschili pendenti e femminili eretti.
I
frutti sono detti faggiole e
sono racchiusi a coppia
all’interno della cupula che a maturità si apre. La produzione abbondante delle faggiole
avviene periodicamente (ogni 5-10 anni). |
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Ecologia: |
Nel
Parco il faggio è la specie arborea dominante formando boschi
estesi e quasi puri dai 900-1000 m ai 1700 m di quota. Predilige
suoli freschi tendenzialmente calcarei e clima temperato
oceanico. |
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Interesse: |
I
faggi più belli e maestosi si rinvengono nel bosco di S.
Antonio a Pescocostanzo. In questo biotopo gli alberi
assumono un portamento a candelabro dovuto all'antica
destinazione a "difesa". Le difese erano pascoli arborati
destinati al pascolo esclusivo del bestiame grosso (bovini ed
equini). Qui gli alberi erano soggetti a periodiche
capitozzature che gli conferivano l'aspetto tipico a candelabro,
ovvero grosso tronco da cui si dipartono verticalmente i rami.
Nel bosco di S. Antonio oltre a faggi maestosi si rinvengono
anche perastri, tigli, aceri e frassini di dimensioni
considerevoli. Inoltre la struttura del bosco permette la
coesistenza di numerose specie nemorali e di specie ecotonali
(ribes, uva spina, biancospini). Di notevole interesse la
recente segnalazione in questo sito di una rara orchidea
Epipactis purpurata.
Nell'inverno del 2000 un forte vento ha causato l'abbattimento
del "faggio a candelabro", considerato l'albero simbolico la cui
età, circa 270 anni, è stata stimata mediante la conta
degli anelli. |
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Curiosità: |
Le
"faggiole" erano anticamente impiegate per la preparazione dei
famosi confetti di Sulmona. |
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