Pino
Nero di Fara S. Martino
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Famiglia: |
Pinaceae |
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Nome scientifico: |
Pinus nigra Arnold subsp. nigra
Hoss var. italica Hochstetter |
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Identificazione: |
Albero alto fino a 20 m, slanciato con chioma
piramidata e rami disposti a bandiera. Corteccia chiara che si
sfalda in placche longitudinali. Aghi riuniti a due rigidi e
pungenti di colore verde scuro. |
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Ecologia: |
Si rinviene su cenge erbose o su rocce a
strapiombo di natura calcarea. Le pareti su cui vegeta sono
inaccessibili ed a strapiombo su forre. In questi ambienti il
Pino nero è riuscito a sopravvivere grazie alla sua spiccata
caratteristica di pionerismo che permette l’attecchimento in
zone marginali completamente inospitali per altre specie
arboree. |
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Interesse: |
Recenti studi condotti dal Dipartimento di
Biologia Vegetale dell’Università di Firenze, basati sul
confronto di caratteri morfologici, istochimici e molecolari,
hanno dimostrato che il Pinus nigra della Majella è da
attribuire, alla stessa classificazione adottata per il Pino
nero della Camosciara, ovvero Pinus nigra Arn. subsp. nigra Hoss
var. italica Hochstetter.
Tale specie di Pino, presente in forma relitta sull’Appennino
Centrale, vive in pochissime stazioni isolate che rappresentano
ciò che resta di un antico areale di diffusione probabilmente
molto più ampio e continuo. |
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Presenza nel Parco: |
E’ localizzata in due stazioni nel territorio di
Fara S. Martino e nella Valle dell’Orfento. La presenza nel
territorio del Parco di numerose pinete con Pinus nigra è frutto
di rimboschimenti effettuati nel secolo scorsi. |
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Curiosità: |
In dialetto viene chiamato “chieuta” ed era un tempo
utilizzato per fabbricare torce per le processioni serali grazie
al fatto che i rami sono ricchi di resina e molto profumati. |