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Disciplinare per l'indennizzo dei danni provocati dalla fauna selvatica nel Parco nazionale della Majella

ART. 1 – FINALITA’

Il presente disciplinare, nelle more dell’approvazione del Regolamento del Parco di cui all’art. 11 della legge 394/91 e sulla base di quanto disposto nella Parte Terza del Piano del Parco Nazionale della Majella, regola, ai sensi dell’articolo 15, comma 4, della stessa legge, le modalità per l’accertamento, la valutazione, la liquidazione dell’indennizzo dei danni provocati al bestiame e alle colture agricole e forestali) in atto causati dalla fauna selvatica all’interno del territorio del Parco, così come delimitato dal DPR 05.06.1995.
Alle spese relative all’indennizzo dei danni si fa fronte con apposito capitolo del bilancio, la cui dotazione, adeguata al prevedibile fabbisogno, è annualmente determinata dal Consiglio Direttivo.
Non sono indennizzabili altri tipi di danno procurati dalla fauna selvatica all’interno del territorio del Parco.

ART. 2 – INDENNIZZO

L’Ente Parco indennizza i danni delle seguenti tipologie:
- danni alle colture agricole e forestali di proprietà privata a carattere produttivo (arboricolturada legno);
- danni al bestiame ed agli animali da cortile, consistenti nell’uccisione o nel ferimento di capi;
- danni alle strutture (pollai, stalle, recinzioni ecc.) strettamente connessi all’esercizio delle attività agricole e pastorali;
- danni derivanti da perdite di produttività delle colture e degli allevamenti causati da eventi predatori, purché oggettivamente quantificabili.
L’indennizzo è determinato, sulla base di principi equitativi, assumendo come valore di riferimento l’entità del danno accertato dal Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Parco Nazionale della Majella (di seguito denominato con l’acronimo C.T.A.) secondo le modalità di cui agli articoli seguenti.
Alla liquidazione dell’indennizzo provvederà il Direttore dell’Ente con proprio provvedimento, sulla base dell’attività istruttoria condotta dal competente Ufficio.

ART. 3 – COMPITI DEL COORDINAMENTO TERRITORIALE PER L’AMBIENTE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO

AL C.T.A. del Parco, che opera avvalendosi dei propri comandi stazione, è affidato il compito di raccogliere le denunce, redigere il verbale di accertamento dell’evento dannoso certificarne l'entità e la causa, secondo le modalità descritte nei successivi articoli.

ART. 4 – ESCLUSIONE O RIDUZIONE DELL’INDENNIZZO

L’Ente Parco non indennizza i danni al bestiame nei seguenti casi:
1. qualora il bestiame al momento dell’aggressione si trovasse al di fuori dalle aree o dai periodi autorizzati secondo la normativa o gli atti di affidamento dei pascoli vigenti;
2. qualora il bestiame al momento dell’aggressione si trovasse in condizioni di insufficiente custodia, ovvero di pascolo brado, salvo i casi in cui tale condizione sia accertata come eccezionale e dovuta a fattori indipendenti (ambientali, meteorologici ecc.) dalla volontà dell’allevatore;
3. qualora il bestiame non risultasse in regola al momento dell’evento dannoso con la normativa sanitaria vigente.
L’Ente Parco non indennizza inoltre i danni al bestiame nel caso in cui i resti degli animali rinvenuti siano insufficienti ad accertare le reali cause del decesso.
Sono altresì esclusi dall’indennizzo i danni alle colture per i quali non sia oggettivamente accertabile l’entità del prodotto perduto, nonché quelli verificatisi su appezzamenti sui quali non risultino applicate le normali buone pratiche agricole.
Fermo restando quanto stabilito dall'art. 4 in merito alla mancata realizzazione delle misure di prevenzione prescritte e finanziate dall'Ente Parco, l’indennizzo, così come stimato ai sensi dell'art. 8, è soggetto a una riduzione del 50% nel caso in cui non siano stati adottati adeguati sistemi di prevenzione tradizionale, pur sussistendone le condizioni.
L'indennizzo non è dovuto nel caso in cui il danno, pur oggettivamente quantificabile, sia da ascriversi a specie (corvidi, roditori ecc.) largamente diffuse in tutto il territorio regionale ed italiano, la cui diffusione nel territorio del Parco non sia pertanto ascrivibile al particolare regime di tutela vigente.
Sono esclusi dall’indennizzo i richiedenti che, relativamente alle attività produttive oggetto del presente regolamento, negli ultimi 12 mesi abbiano ricevuto sanzioni amministrative notificate o riportato condanne penali relative alle attività produttive oggetto del presente bando passate in giudicato. Nel caso in cui il richiedente nello stesso periodo risulti interessato da procedimenti penali in corso, sempre relativamente ai reati di cui al comma precedente, l’indennizzo verrà sospeso in attesa dell’esito della sentenza. L'esclusione di cui al comma che precede si applica solo qualora i fatti rilevanti dal punto di vista amministrativo e/o penale riguardino i medesimi terreni oggetto di indennizzo.

ART. 5 – DENUNCIA

La denuncia del danno deve essere effettuata dall’interessato esclusivamente alla stazione del C.T.A. competente territorialmente, anche per via telefonica, entro 24 ore successive alla scoperta del danno.
Il personale del C.T.A. provvede, al momento della denuncia, ad aprire una nuova pratica sul database informatico del Parco e, contestualmente o nel più breve tempo possibile, a stampare l'apposito modulo compilato in ogni parte sulla base delle informazioni fornite dal denunciante. Il modulo deve essere sottoscritto dal danneggiato con firma resa ai sensi del D.P.R. 445/2000 a un agente del comando Stazione del C.T.A..
La denuncia deve altresì contenere l’attestazione che il danneggiato non ha avanzato eguale richiesta di indennizzo ad altro Ente e che da questo non abbia ricevuto alcun indennizzo equivalente. La denuncia può essere fatta anche verbalmente, purché siano indicati con precisione i danni essenziali all’effettuazione del sopralluogo. In tal caso la partecipazione del danneggiato alla visita sopralluogo è obbligatoria in quanto contestualmente riempirà e sottoscriverà il modulo di denuncia con tutti i dati necessari. In caso di danni alle colture il danneggiato, pena l’esclusione dell’indennizzo, deve astenersi dal procedere a qualsiasi operazione di tipo agronomico sulla coltura danneggiata almeno per i primi cinque giorni successivi alla denuncia, al fine di consentire l’accertamento del danno.
Nel caso di danni verificatisi in una fase precoce della coltura, il danneggiato può richiedere il risarcimento dei costi per la risemina, per i quali viene concesso un contributo ad ettaro, valutato annualmente dall'Ente Parco, comprensivi delle lavorazioni per il ripristino della coltura. In alternativa, può richiedere il risarcimento del prodotto perduto: in questo caso, l’interessato dovrà richiedere al Comando Stazione del C.T.A., poco prima della raccolta, un ulteriore sopralluogo per la valutazione definitiva del danno.
Le denunce difformi dalla procedura sopra descritta saranno escluse dall’indennizzo.
Al fine di consentire il corretto accertamento in caso di danni al bestiame, l’allevatore è tenuto al regolare controllo dei capi al pascolo, tale da permettere tempestivamente il rilevamento dell’avvenuta aggressione; deve inoltre garantire, ferme restando le procedure di smaltimento vigenti, lo stato di conservazione della carcassa rinvenuta, fino all’arrivo degli accertatori, evitando che i resti vengano consumati da cani o da animali necrofagi.

ART. 6 – ACCERTAMENTO

L’accertamento sarà effettuato nel minore tempo possibile dalla denuncia e comunque entro un lasso di tempo sufficiente a poter accertare la causa del danno.
Il personale del C.T.A. redige, utilizzando il database informatizzato, un verbale contenente: i dati della denuncia di cui all’art. 5, l’accertamento del danno, la valutazione e la proposta di indennizzo, idonea documentazione fotografica ed eventuali informazioni ed indicazioni utili a diminuire la vulnerabilità dell’attività danneggiata.
Il verbale deve contenere inoltre tutte le informazioni relative a quanto richiesto dal presente regolamento, in particolare dall’art. 4. Al verbale di accertamento dei danni provocati alla zootecnia, dovrà essere allegata la scheda relativa alla procedura standard di accertamento danni al bestiame da predatori predisposta dall’Ente Parco.
Nel caso di danni da predazione al bestiame domestico, il personale del C.T.A. è tenuto ad avvertire tempestivamente il veterinario del Parco, che prenderà parte al sopralluogo, effettuando apposita perizia medico-legale, mediante la quale si accerti causa di morte riconducibile ad aggressione da predatori. In caso di irreperibilità del veterinario, il personale del C.T.A. provvederà autonomamente all’accertamento, avendo cura comunque di realizzare un’accurata documentazione fotografica del caso e la compilazione della scheda standardizzata di raccolta dei dati, e trasmettendo al più presto tale repertazione.
Qualora il danneggiato sottoscriva per accettazione il verbale, ricevendone copia, questo costituisce proposta formale e motivata di indennizzo.
Qualora il danneggiato non sottoscriva per accettazione il verbale può presentare una stima del danno alternativa, redatta da un professionista abilitato o personalmente dal danneggiato tramite dichiarazione sostitutiva, in conformità alle disposizioni del D.P.R. n. 445/2000, entro 10 giorni dalla notifica della stima del danno stesso. L’Ente Parco procederà alla valutazione del danno con giudizio insindacabile.
Il C.T.A. del Parco può acquisire notizie e documentazione in ordine ai dati esposti nella domanda anche con richiesta da inviare con raccomandata a/r al danneggiato.
Questi deve ottemperare entro 30 giorni dalla data di ricevimento della raccomandata. In caso di inottemperanza la domanda è respinta.
Quanto sopra vale anche per le domande sottoscritte dal danneggiato in occasione del sopralluogo, e il verbale stilato in tale sede, avrà efficacia trascorsi giorni venti senza che il C.T.A. del Parco abbia richiesto ulteriori notizie con le modalità di cui al terzo comma del presente articolo.
Il verbale di accertamento può contenere anche le indicazioni utili al controllo o limitazione di ulteriori danni futuri.

ART. 7 – VALUTAZIONE

I danni alle colture ed alla zootecnia sono calcolati dall'Ente Parco sulla base di indagini di mercato comparative o sulla base di valori fissati da mercuriali delle Camere di Commercio territorialmente competenti.
Sulla base delle informazioni fornite dall’ufficio competente suddette, l’Ente Parco redige il prezziario delle colture e del bestiame, soggetto almeno con cadenza annuale a revisione ed approvazione da parte degli organi competenti.
Nel caso di ferimento di animali, l’Ente Parco indennizza esclusivamente le spese veterinarie sostenute per la loro cura, purché identificabili attraverso la presentazione di fatture o di altra documentazione idonea.
In caso di danni al bestiame domestico provocati dall’orso, al fine di prevenire un migliore regime di prevenzione del danno e mitigazione del conflitto, l’importo dell’indennizzo è aumentato del 20% rispetto al valore del prezziario.
In caso di danni ad una tartufaia le richieste di indennizzo devono essere corredate da un attestato di riconoscimento di tartufaia rilasciato dalla Regione Abruzzo.

ART. 8 – LIQUIDAZIONE

L’Ente Parco provvede a notificare l’esito del procedimento e la proposta di indennizzo al danneggiato.
Nel caso il danneggiato non sottoscriva per accettazione il verbale e non presenti una stima alternativa del danno ne tempi e nei modi prescritti dal Regolamento la domanda è da considerarsi come respinta.
La liquidazione dell'indennizzo all’indennizzo all’avente diritto entro novanta giorni dall’evento dannoso, comunque entro sessanta giorni dal ricevimento della documentazione attestante la proposta formale motivata di indennizzo da parte del C.T.A.
In caso di carenza di fondi nell’esercizio in corso, gli indennizzi sono liquidati entro il primo trimestre dell’esercizio successivo.

ART. 9 – MISURE DI PREVENZIONE E DI ASSISTENZA

L’Ente Parco può finanziare fino al 100% le spese per la realizzazione delle azioni utili al controllo o limitazione di ulteriori danni futuri, al fine di eliminare o ridurre le condizioni di vulnerabilità, rispetto alla fauna selvatica, delle colture e del patrimonio zootecnico; la loro realizzazione diviene obbligatoria per l’interessato.
Per colture di pregio, l’Ente Parco può prescrivere, anche in sede di liquidazione dell’indennizzo, la messa in atto di misure di prevenzione idonee, e contribuire anche solo in misura parziale alla realizzazione delle stesse: se queste non vengono applicate, l’indennizzo è rifiutato.
Nell’ambito della presente attività l’Ente Parco può inoltre direttamente realizzare e/o fornire strutture o strumenti idonei allo scopo.
La realizzazione delle azioni previste comporta la rinuncia ad ulteriori indennizzi per le colture e/o per il bestiame tutelati dalle stesse.
L’effettiva erogazione dei fondi avverrà, se necessario, in parte con anticipazioni e il saldo ad approvazione, da parte dell’Ente Parco, del consuntivo comprovato dalle spese.
La mancata realizzazione delle azioni previste non consentirà ulteriori indennizzi per danni successivi al termine previsto dall’ente Parco per la realizzazione dei lavori e per l’effettuazione delle spese.
L’Ente Parco, in ottemperanza a quanto previsto dal Piano del Parco, in particolare alla Parte Terza, par. 5.2.1.3, può promuovere ed effettuare appositi programmi di assistenza agli agricoltori e agli allevatori soggetti a danni da fauna selvatica: tali misure possono prevedere, previa accettazione da parte del danneggiato, anche forme di indennizzo alternative, quali la compensazione mediante fornitura di nuovi capi o prodotti agricoli, o interventi di miglioramento aziendale tesi alla riduzione del danno o del conflitto da esso generato..

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