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Il Piano del Parco

1. IL CONTESTO INTERNAZIONALE

1.1. La Convenzione sulla Biodiversità

A livello internazionale il Parco Nazionale della Majella si colloca in una posizione centrale nella realizzazione della Convenzione sulla Biodiversità per almeno due motivi. Da un lato il Parco costituisce, per le sue caratteristiche naturali, la posizione biogeografica, la ricchezza di specie rare ed endemiche, un unicum nella penisola italiana, nonché l’ambito più meridionale d’Europa per la presenza di caratteri floristici e faunistici “alpini”. Dall’altro lato l’area della Majella è in continuità con tutto l’Appennino, interessato da aree protette di importanza nazionale e internazionale, quindi costituisce una componente essenziale per la sopravvivenza di popolazioni altamente mobili come i grandi carnivori.


1.2. Le linee guida IUCN

Gli obiettivi del Piano hanno trovato una specificazione nel ruolo che si intende attribuire, a livello nazionale e internazionale, al Parco Nazionale della Majella. A livello internazionale uno specifico riferimento sono le “Guidelines for Protected Area Management” proposte dall’IUCN nel 1994. Esse definiscono le categorie di aree protette sulla base degli obiettivi di gestione; il Parco Nazionale della Majella appartiene alla II categoria, aree finalizzate alla protezione degli ecosistemi e la ricreazione.


1.3. La Direttiva Habitat

Il territorio del Parco Nazionale della Majella è interessato da 19 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) individuati sulla base della Direttiva Habitat (Allegato III); inoltre, nel suo patrimonio biologico il Parco annovera molte specie animali e vegetali di interesse comunitario (Allegato II).

Nella stesura del Piano del Parco Nazionale della Majella si è quindi tenuto conto che, per la Direttiva Habitat (art. 6), qualsiasi piano o progetto che abbia incidenze significative sui SIC, forma oggetto di una opportuna valutazione dell'incidenza, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo; le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l'integrità del sito in causa e, se del caso, previo parere dell'opinione pubblica.

Art.6, Comma 3, Direttiva Habitat

[…]
3. Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di una opportuna valutazione dell'incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Alla luce delle conclusioni della valutazione dell'incidenza sul sito e fatto salvo il paragrafo 4, le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l'integrità del sito in causa e, se del caso, previo parere dell’opinione pubblica.
[…]



2. LE FONTI NORMATIVE ITALIANE

2.1. LA LEGGE 6 DICEMBRE 1991, n. 394 e successive modificazioni


2.1.1

Art 12, comma 2, Piano per il Parco:

[…]
2. Il piano suddivide il territorio in base al diverso grado di protezione, prevedendo:
  • a) riserve integrali nelle quali l'ambiente naturale è conservato nella sua integrità;

  • b) riserve generali orientate, nelle quali è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio […] consentite le utilizzazioni produttive tradizionali, la realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie, nonché interventi di gestione delle risorse naturali a cura dell'Ente Parco. Sono altresì ammesse opere di manutenzione delle opere esistenti […]

  • c) aree di protezione nelle quali, in armonia con le finalità istitutive ed in conformità ai criteri generali fissati dall'Ente Parco, possono continuare, secondo gli usi tradizionali ovvero secondo metodi di agricoltura biologica, le attività agro-silvo-pastorali nonché di pesca e raccolta di prodotti naturali, ed è incoraggiata anche la produzione artigianale di qualità. Sono ammessi gli interventi autorizzati ai sensi […] legge n. 457 del 1978 (39), salvo l'osservanza delle norme di piano sulle destinazioni d'uso;

  • d) aree di promozione economica e sociale facenti parte del medesimo ecosistema, più estesamente modificate dai processi di antropizzazione, nelle quali sono consentite attività compatibili con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio-culturale delle collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori.
[…]



2.1.2

Art. 12, comma 7, Piano per il Parco:

[…]
7. Il piano ha effetto di dichiarazione di pubblico generale interesse e di urgenza e di indifferibilità per gli interventi in esso previsti e sostituisce ad ogni livello i piani paesistici, i piani territoriali o urbanistici e ogni altro strumento di pianificazione.
[…]



3. METODOLOGIA DEL PIANO

Il metodo del piano si è ispirato ad una filosofia di approccio fondata su alcuni principi basilari:
  • Gestione conservativa: non potendo prescindere dall’obiettivo principale, fissato per legge, l’impianto informatore del piano è ispirato a mantenere un approccio cautelativo e conservatore nella gestione dell’area, e assicura il rispetto di precisi obblighi sottoscritti dall’Italia con l’adesione alle principali convenzioni internazionali in materia ed, in particolare, alla Convenzione sulla Biodiversità.

  • Gestione compartecipativa: finalizzata alla ricerca di un assetto durevole del rapporto uomo-natura in forme sostenibili, imperniate sul supporto pieno e convinto delle popolazioni locali.

  • Gestione flessibile e adattativa: finalizzata a rispondere al cambiamento costante delle condizioni locali, per evitare la formazione di deleterie contrapposizioni e per favorire la concertazione. Il piano intende, quindi, favorire questo approccio e sottolineare la necessità di mantenere le sue direttive e le sue scelte in una prospettiva adattativa.

  • Gestione di funzioni e non di icone: al fine di mantenere le funzionalità del sistema ecologico dell’area della Majella, consapevole dei suoi collegamenti con le aree e della complessità spazio-temporale delle sue dinamiche.

  • Gestione di sperimentazione: al fine di favorire la ricerca di nuove forme di rapporto uomo-natura nonché di materiali e metodi per nuove forme di gestione della natura.



4. LA STRUTTURA DEL PIANO

Il Piano del Parco Nazionale della Majella è stato articolato in otto fasi, cronologicamente consequenziali e raggruppabili in tre livelli differenti, al fine di raggiungere tre obiettivi principali:

1. LA CONSERVAZIONE DI CIÓ CHE È ANCORA INTATTO

2. IL RECUPERO DEGLI AMBIENTI DEGRADATI

3. LA PROMOZIONE DELLE ATTIVITA’ COMPATIBILI


4.1. I livelli del piano

I LIVELLO – Finalizzato all’adozione del Piano nei modi e nei tempi dettati dalla legge quadro sulle aree protette (L. 394/91 e successive modifiche ed integrazioni), in modo da far fronte, con efficacia e tempestività alle emergenze in atto e fornire al Parco lo strumento principe per la gestione del suo territorio.
  • I FASE: Censimento ed acquisizione dei dati esistenti, loro integrazione e valutazione. STRUMENTI: Studi di settore e volumi tematici (Flora, Fauna, Economia, Storia, Clima, ecc.) per complessivi 9 Volumi.

  • II FASE: Individuazione delle macro unità eco sistemiche e loro dinamicità, omogeneità, eterogeneità e relazioni. STRUMENTI: Cartografie in scala 1:25.000 e 1:50.000 (strumenti urbanistici vigenti, elementi di contrasto, manomissioni ambientali, corridoi ecologici, macro unità eco sistemiche, ecc.) per complessivi 40 elaborati cartografici.

  • III FASE: Individuazione degli elementi di contrasto. STRUMENTO: Carta della zonazione e normativa.

  • IV FASE: Zonazione, normativa e ipotesi di zona contigua. STRUMENTO: Schema Direttore.

II LIVELLO – Finalizzato all’elaborazione di strumenti di controllo e gestione per il territorio e il management.
  • V FASE: Regolamento del Parco.
    STRUMENTO: Il Regolamento disciplina l’esercizio delle attività consentite entro il territorio.

  • VI FASE: Piano di gestione.

III LIVELLO – Finalizzato ad una verifica del Piano del Parco, nell'ottica di una estrema flessibilità dello stesso e una maggiore precisazione degli interventi previsti.
  • VII FASE: Analisi, studi e ricerche integrative.
    STRUMENTI: Piani e progetti particolareggiati, Piani di settore, Piani e progetti pilota.

  • VIII FASE: Elaborazione di strumenti operativi e/o settoriali di pianificazione, progettazione e programmazione economica.



5. ELABORATI DI PIANO

Il piano si compone dei seguenti elaborati:

LO SCHEMA DIRETTORE - riunisce in maniera succinta gli elementi conoscitivi essenziali e li collega in una visione integrata che serve da base alla formulazione del piano e presenta quindi lo stesso, articolato nei suoi obiettivi generali e specifici e nelle scelte operative di pianificazione.

CARTA DELLA ZONAZIONE - articolata con riferimento alle categorie individuate dalla legge 394/91 per livelli diversificati di tutela (Riserva integrale, Riserva orientata, aree di protezione e aree di promozione). Discende dall’analisi conoscitiva e costituisce il supporto per la distribuzione degli interventi e la giustificazione delle norme e del regolamento.

NORME DI ATTUAZIONE - normano e specificano le principali politiche del piano con riferimento alla zonazione e sono articolate in “prescrittive” e “di indirizzo”.

REGOLAMENTO – pur non essendo un vero e proprio elaborato del Piano, il Regolamento è strettamente collegato ad esso poiché disciplina l’esercizio delle attività consentite entro il territorio del Parco al fine di garantire la conservazione del patrimonio naturale, l’uso sostenibile delle risorse e l’integrazione tra Uomo e Ambiente.

Il Piano è inoltre corredato da 9 volumi tematici e 40 elaborati cartografici in scala 1:25.000 e 1:50.000 inseriti nel S.I.T. dell’Ente Parco.



6. STATO DELL’ITER DI APPROVAZIONE DEL PIANO

Il Piano del Parco Nazionale della Majella è stato approvato dal Consiglio Direttivo dell’Ente Parco con Delibera n° 26/99 del 17.05.1999 e successivamente adottato, ai sensi del comma 3 dell’art. 12 della L. 394/91, dal Consiglio Regionale d’Abruzzo con Delibera n° 164/6 del 13.01.2005. Il 30 dicembre 2008 il Piano è stato definitivamente approvato con Delibera di Consiglio Regionale d’Abruzzo n. 122/2. Il 17 luglio 2009 il Piano del Parco è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana n. 164 - Serie Generale - supplemento ordinario n. 119.

 




Carta della Zonazione in scala 1:50.000 (.pdf)



ATTI DEL
"PIANO DEL PARCO"


Schema Direttore
.pdf [4 Mb]


Norme di attuazione
.pdf [105 kb]


Valutazione d'incidenza
.pdf [830 kb]




Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2009, supplemento ordinario n. 119 – Serie Generale

Parco Nazionale della Majella - S.Leg.: Guardiagrele (CH), S.Op.: Sulmona (AQ) tel 0864/25701 fax 0864/2570450 info@parcomajella.it | PI 01815660699