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Disposizioni per l’esercizio dell’attività di prelievo selettivo dell’ittiofauna presente nei corsi d’acqua all’interno del territorio del Parco Nazionale della Majella

Approvate con Deliberazione del Commissario Straordinario n. 4 del 31.01.2011 e successive modifiche e integrazioni con ordinanza n. 1 del 17.02.2014

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Art.1
Finalità e Principi Generali

  • Ai sensi dell’articolo 11, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 “ Legge quadro sulle aree naturali protette”, nel territorio del Parco Nazionale della Majella “ sono vietati : a) la cattura, l’uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali”.
  • E’ consentita, ai sensi dell’art. 11, comma 4 della stessa legge 394/91, nei limiti e con le modalità stabilite nelle presenti disposizioni, l’attività di prelievo selettivo dell’ittiofauna, in quanto
    funzionale alla conservazione degli ecosistemi naturali d’acqua dolce e delle loro dinamiche. Ha infatti lo scopo fondamentale di eradicare le specie alloctone reintrodotte in passato, favorendo il
    ripopolamento delle entità tassonomiche autoctone.
  • Le seguenti disposizioni, disciplinanti tale attività di prelievo selettivo, sono adottate nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394, di quanto previsto
    dal Piano per il Parco, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 17 luglio 2009 e dalla Legge Regionale n. 44, del 17 maggio 1985 e successive modificazioni ed integrazioni.
  • Tale attività è comunque subordinata agli obiettivi di conservazione generale e di equilibrio ecosistemico stabiliti dal Piano del Parco per le singole zone; obiettivi ed equilibri che saranno costantemente monitorati attraverso ricerche ed indagini scientifiche al fine di verificare la compatibilità dell’attività di prelievo selettivo con gli obiettivi di conservazione. Sulla base delle risultanze di tali accertamenti il Direttore dell’Ente stabilisce annualmente il limite massimo di permessi rilasciabili, nonché le specie prelevabili e le località in cui l’attività è consentita.
  • L’Ente Parco gestisce e coordina lo svolgersi della predetta attività nel proprio territorio; i compiti di sorveglianza, al riguardo, vengono svolti dal personale del Corpo Forestale dello Stato
    attraverso il Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Parco Nazionale della Majella, con l’eventuale collaborazione di guardie volontarie coinvolte dall’Ente Parco e di personale tecnico e scientifico del Parco. Nello svolgimento di tali attività il Parco ricerca utili forme di collaborazione degli altri Enti pubblici interessati e dell’associazionismo.

Art.2
Località di prelievo selettivo dell’ittiofauna

  • L’attività di prelievo selettivo dell’ittiofauna, all’interno del territorio del Parco è consentita esclusivamente nei tratti dei corsi d’acqua e con il limite di prelievi massimo, di cui alla sottostante tabella e relativa cartografia allegata, in quanto ricadenti nelle Zone C e D del Piano del Parco. È comunque tassativamente vietata nelle zone A e B ed all’interno delle Riserve Naturali dello Stato.
     

    PROVINCIA ZONA DI
    PRELIEVO
    TRATTO SPECIE/NUMERO CATTURE
    L'AQUILA Fiume Vella dal ponte in loc. S. Alberto fino al confine del Parco Trota Fario e altre specie 3
    Trota iridea 4
    CHIETI Fiume Verde tratti prospiciente l’abitato di Fara San Martino Trota Fario e altre specie 3
    Trota iridea 4
    Torrente Parello da 370 m a valle del ponte in loc. Tagliata nel comune di Montenerodomo, fino al confine del Parco Trota Fario e altre specie 3
    Trota iridea 4
    PESCARA Fiume Orfento da 960 m circa a monte del ponte di Caramanico al ponte di Caramanico (zona
    esterna alla R.N. Valle dell’Orfento)
    Tratto a No Kill riservato
    esclusivamente alla pesca con mosca
    artificiale
    dal ponte di Caramanico (confine della R.N. Valle dell’Orfento) fino alla confluenza con il fiume Orta Trota Fario e altre specie 3
    Trota iridea 4
    Fiume Orta da 750 m a monte del ponte di S. Vittorino fino alla confluenza con il Torrente Riomaggio Trota Fario e altre specie 3
    Trota iridea 4

     

  • In tutti i corsi d’acqua e nei tratti non nominati nella sopra riportata tabella elenco, l’attività di prelievo è espressamente vietata.
  • E’ del pari vietata nei primi 500 metri dei corsi d’acqua, a partire dalla sorgente, per tutelare le attività riproduttive dell’ittiofauna.

Art. 3
Acque NO KILL

  • Nel tratto a No Kill è consentito esclusivamente l’uso della mosca artificiale, ed è obbligatorio il rilascio immediato di tutto il prelevato.
  • La lenza dovrà essere munita di una sola mosca artificiale montata su amo privo di ardiglione (o con lo stesso adeguatamente schiacciato prima dell'utilizzo).
  • Per il recupero del prelevato non è ammesso l'uso del guadino ed è vietato il contatto a mani asciutte.
  • L'entrata in acqua va di volta in volta valutata dall'interessato, rapportandola all'ambiente in cui ci si trova ed al rispetto degli altri utenti. Gli spostamenti in acqua vanno limitati alla sola entrata ed uscita dall’acqua sul posto prescelto. È obbligatorio effettuare gli spostamenti lungo il fiume a piede asciutto, limitandosi ad attraversare il fiume solo dove è impossibile accedere alle sponde.
  • L'area destinata alla pesca No Kill sul fiume Oriento sarà interessata dalle attività di ripopolamento con ceppo autoctono dove l'attività di prelievo ittico è sospesa.

Art. 4
Autorizzazione e documenti

  • Per esercitare l’attività di prelievo selettivo della fauna ittica nelle acque del Parco è necessario il preventivo rilascio dell’autorizzazione da parte dell'Ente Parco e può essere concessa solo a chi sia già in possesso di valida licenza per la pesca nelle acque dolci rilasciata dalle competenti autorità.
  • L’autorizzazione del Parco è strettamente personale e deve riportare le complete generalità del titolare ed il periodo di efficacia. Per i non residenti nei Comuni del Parco, l’autorizzazione viene rilasciata dietro pagamento dei diritti stabiliti all’art. 7 delle presenti disposizioni, ed entro il numero massimo di permessi rilasciabili, stabilito annualmente dal Direttore dell’Ente. Per il 2011, tale limite è stabilito nel numero di 250 permessi annuali, comprensivo dei permessi rilasciati ai residenti e di quelli giornalieri, settimanali e mensili, che al riguardo saranno valutati in relazione al loro peso ponderale rispetto all’anno. Il rilascio dell’autorizzazione avviene su apposita richiesta da parte del prelevatore da presentare presso le sedi del Parco con allegata ricevuta di pagamento dei
    diritti per i non residenti, direttamente – nel qual caso l’autorizzazione sarà rilasciata contestualmente – o a mezzo posta all’indirizzo Ente Parco Nazionale della Majella, Sede
    Operativa, Via Badia, 28 - 67039 SULMONA (AQ) - Fax 0864/2570450
    .
  • L'autorizzazione viene rilasciata ai residente e ai nativi senza il pagamento dei diritti di prelievo ittico.
  • Insieme all’autorizzazione viene rilasciato un apposito libretto di prelievo. Il prelevatore ogni giorno di attività deve compilare il foglio relativo con penna indelebile secondo le indicazioni in
    esso contenute o, in alternativa, forare un cerchietto; il riempimento della parte relativa alle catture deve avvenire subito dopo ogni singola cattura. Al termine della stagione di prelievo selettivo dell’ittiofauna di cui all’articolo 5, o alla scadenza del permesso temporaneo, il libretto di prelievo deve essere riconsegnato all’Ente Parco. In caso di mancata riconsegna, l’Ente Parco si riserva di non rinnovare al richiedente l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di prelievo per l’anno
    successivo.
  • Licenza, autorizzazione e libretto di prelievo dovranno essere esibiti a richiesta degli agenti del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato del Parco Nazionale
    della Majella, del personale del Parco incaricato di funzioni di sorveglianza e delle altre forze di polizia.

Art. 5
Periodi ed orari di prelievo

  • Per i periodi, le misure e il numero dei capi pensabili giornalmente, si fa riferimento alla normativa Regionale in vigore

Art. 6
Mezzi di prelievo e misure

  • L’attività di prelievo può essere esercitata con una sola canna, con o senza mulinello, e con lenza armata con un solo amo e non più di due mosche nel caso dell’uso della coda di topo.
  • In tutte le acque del Parco, per ogni giornata di prelievo, ciascun soggetto autorizzato non può prelevare più di tre capi complessivi, quattro individui per la sola Trota iridea, come deve risultare dal libretto di controllo, consegnato unitamente all’autorizzazione.
  • Le misure minime delle specie pescabili sono 25 cm per la trota fario e la trota iridea. Per tutte le altre specie, per le misure minime delle specie pescabili si fa riferimento a quanto previsto dall’art.16 della L.R. 44/1985 nonché dal Calendario ittico regionale in vigore.
  • Sul libretto il prelevatore deve annullare con penna ad inchiostro indelebile o, in alternativa, forare un cerchietto dopo il prelievo di ogni esemplare. Dopo il prelievo dell’ultimo esemplare consentito, il prelevatore deve smettere l’attività.
  • Il soffermarsi lungo corsi o bacini d’acqua in possesso di attrezzi per il prelievo, pronti per l’uso, è considerata attività di prelievo non autorizzato.
  • Non è consentito l’uso e la detenzione di larve di mosca carnaria e non è consentita qualsiasi forma di pasturazione.
  • È vietato il prelievo delle specie di pesci di cui all’articolo 4 della Direttiva 92/43/CEE ed elencate nell'Allegato II della stessa e presenti nella scheda della Zona di Protezione Speciale codice IT7140129 denominata “Parco Nazionale della Majella”, in particolare la Trota macrostigma (Salmo macrostigma), il Barbo tiberino (Barbus plebejus) e la Rovella (Rutilus rubidio), nonché di quelle elencate in allegato “A” della Legge Regionale n. 50 del 07/09/1993 “Primi interventi per la difesa della biodiversità nella Regione Abruzzo: tutela della fauna cosiddetta minore” e ss.mm.ii.
  • E’ altresì vietato il prelievo del Gambero di fiume(Austropotamobius pallipes italicus) in quanto specie di cui all'Articolo 4 della Direttiva 92/43/CEE, elencata nell'Allegato II della stessa e presente nella scheda della Zona di Protezione Speciale codice IT7140129 denominata “Parco Nazionale della Majella”, e delle altre specie di Crostacei elencate nell’allegato “A” della Legge Regionale n. 50 del 07/09/1993 “Primi interventi per la difesa della biodiversità nella Regione Abruzzo: tutela della fauna cosiddetta minore” e ss.mm.ii.


Art. 7
Diritti di prelievo ittico

  • Per i residenti nei Comuni del Parco, l’autorizzazione al prelievo ittico è gratuita ed è valida per l’intera stagione in cui tale attività è consentita.
  • I non residenti nei Comuni del Parco, ai fini del rilascio dell’autorizzazione, sono tenuti al versamento di un corrispettivo, definito in base alla durata della stessa come di seguito indicato:
    Giornaliero € 10,00; Settimanale € 20,00 (valido per n. 3 giornate); Mensile € 60,00 (valido per n. 12 giornate); Annuale € 150,00. Tali tariffe potranno essere aggiornate o modificate annualmente con provvedimento del Direttore Generale, in relazione alle mutate condizioni dell’ecosistema dei corsi d’acqua e/o socioeconomiche.
  • Il pagamento potrà essere effettuato direttamente presso le sedi Legale di Guardiagrele ed Operativa di Sulmona, oppure tramite bonifico postale IBAN IT30F0760115500000019576651 o
    mediante versamento sul conto corrente postale n. 19576651. Bonifico e versamento dovranno essere intestati a Ente Parco Nazionale della Majella, via Occidentale, 6 - 66016 Guardiagrele (CH) con la causale “Autorizzazione all’esercizio del prelievo ittico selettivo” e riportare l’indicazione del periodo di riferimento.

Art. 8
Gare di pesca


Nei corsi d’acqua all’interno del parco sono vietate le gare e i raduni di pesca, in quanto tali attività risultano in contrasto con l’art. 11, comma 3, lett. a) della legge 394/91 e comunque non sono compatibili con la tutela degli ecosistemi fluviali del Parco.

Art. 9
Norme di protezione e salvaguardia generali

  • È vietata l’immissione di qualsiasi specie ittica negli ambienti acquatici del Parco, senza lo specifico rilascio dell’autorizzazione da parte dell’Ente Parco.
  • È vietato negli ambienti acquatici del Parco qualsiasi tipo di manomissione delle sponde, del fondo e dell’alveo.

Art. 10
Sanzioni

  • Le violazioni delle presenti disposizioni, oltre l’immediato sequestro cautelare di quanto prelevato, o di quanto comunque costituisca il prodotto dell’attività illecita, ai sensi e per gli effetti degli artt. 13 e seguenti della legge n. 689/1981, comportano le seguenti sanzioni pecuniarie amministrative determinate, ai sensi e per gli effetti dell’art. 30 della legge 06.12.1991 n. 394 e sulla base di quanto riportato nella tabella di graduazione delle sanzioni amministrative pecuniarie ex art. 30 comma 2 della legge n. 394/1991, approvata con Deliberazione Presidenziale n. 5 del 20 luglio 2009):
    a) Attività di pesca in assenza od in violazione (e per ogni singola violazione) dell’autorizzazione dell’Ente Parco: (per ogni singola violazione e per ogni esemplare): minimo € 75,00, massimo € 1.032,00 (sanzione da irrogare ex art. 16 L. n. 689/1981 €
    150,00);
    b) Attività di pesca in Zona A o B del Parco ovvero nelle Riserve Naturali dello Stato comprese nel perimetro del Parco ove detta attività è vietata ovvero in violazione degli artt. 1 comma 4, 3 comma 2 e 5 delle presenti disposizioni: (per ogni singola violazione e per ogni esemplare) minimo € 300,00, massimo € 1.032,00 (sanzione da irrogare ex art. 16 L. n. 689/1981 € 344,00);
    c) Immissioni in assenza od in violazione del nulla osta dell’Ente Parco, (per ogni singola violazione e per ogni esemplare): minimo € 200,00, massimo € 1.032,00 (sanzione da irrogare ex art. 16 della L. n. 689/1981 € 344,00);
    d) Manomissione del fondo e dell’alveo negli ambienti acquatici: per ogni mq e frazione di mq interessati, minimo € 300,00, massimo € 1.032,00 (sanzione da irrogare ex art. 16 L. n.
    689/981 per ogni mq e frazione € 344,00);
    e) Inquinamento di corpi idrici superficiali e sotterranei: sversamento in corpi idrici di sostanze inquinanti, di qualsiasi natura, in relazione alla portata/giorno del corpo idrico (portata
    secondo l/s x 60 s (secondi per minuto) x 60 m (minuti per ore) x 24 h : 1000 = mc ) per mc e frazione di mc minimo € 100,00, massimo € 1.032,00 (sanzione da irrogare ex art. 16 L. n.
    689/981 per ogni mc e frazione € 200,00);
    f) introduzione ed impiego di materiale esplosivo, corrente elettrica, sostanze venefiche, o qualsiasi altro mezzo di distruzione o di cattura se non autorizzati: (per unità) minimo €
    350,00, massimo € 1.032,00 (sanzione da irrogare ex art. 16 della L. n. 689/1981 € 344,00);
    g) alterazione e modifica dello stato delle acque (prosciugamento, deviazione del corso idrico, ecc…): per ogni mq e frazione di mq di superficie interessata, minimo € 300,00, massimo € 1.032,00 (sanzione da irrogare ex art. 16 della L. n. 689/1981 € 344,00); in aggiunta per Lt/s di portata di acqua e per ogni giorno, minimo € 250,00 massimo € 1.032,00 (sanzione da irrogare ex art. 16 della L. n. 689/1981 € 344,00); negli altri casi per elemento minimo € 150,00 massimo € 1.032,00 (sanzione da irrogare ex art. 16 della L. n. 689/1981 € 300,00);
    h) abbandono esche o pasture o pesci o rifiuti, lungo gli argini dei corsi d’acqua o nelle immediate vicinanze, minimo € 100,00 massimo € 1.032,00, (sanzione da irrogare ex art. 16 della L. n. 689/1981 € 200,00);
  • Le violazioni alle presenti disposizioni comportano altresì la revoca automatica dell’autorizzazione per la stagione di prelievo ittico in corso;
  • In caso di recidiva è fatto divieto di procedere al rilascio di autorizzazioni per l’attività di prelievo selettivo della fauna ittica nel territorio del Parco.

Art. 11
Norme generali


Per tutto quanto non espressamente previsto nelle presenti Disposizioni, valgono le normative nazionali e regionali vigenti.

Art. 12
Entrata in vigore

Le presenti disposizioni entrano in vigore a decorrere dal primo febbraio 2011.

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