Sei in Home > Natura > Aspetti geologici > Geositi del Parco

I Geositi del Parco

Un geosito può essere definito come località, area o territorio in cui è possibile individuare un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione (W.A. Wimbledon, 1995). Si tratta di elementi rappresentativi della geodiversità di un territorio che si riflette nella varietà dei caratteri geologici e geomorfologici, idrologici e idrogeologici, litologici e quindi pedologici. Questi contribuiscono alla componente abiotica degli habitat e pertanto la loro tutela in un Parco Nazionale assume una duplice importanza in quanto non si tratta solo di salvaguardare il “monumento” quale testimonianza della storia geologica della Terra, ma indirettamente si tutelano anche le specie vegetali e animali che vi vivono e di conseguenza la biodiversità. I geositi vengono riconosciuti e individuati per il loro interesse che può essere scientifico (geologico stratigrafico, geomorfologico, minerario, paleontologico, sedimentologico etc.) e/o contestuale (culturale, didattico, paesaggistico, storico, turistico etc.). A livello nazionale la banca dati dei geositi è curata dall’ISPRA e comprende alcuni siti del Parco Nazionale della Majella. Il vasto territorio del Parco è infatti caratterizzato da ampia geodiversità in quanto in esso ricadono diversi complessi montuosi intervallati da valli e altipiani, primo fra tutti la Majella, con caratteristiche geologiche distinte e diversità nella litologia, seppure i calcari siano dominanti, una lunga storia geologica, grotte e altri fenomeni carsici, morfologie lasciate dalle glaciazioni quaternarie e numerosi fossili. Questa sezione del sito web, che nel tempo sarà integrata e approfondita, ha intento divulgativo e pertanto mira ad illustrare le principali peculiarità geologiche dell’area per dare la possibilità agli appassionati “geoturisti” di conoscere delle località da inserire nei propri percorsi di visita e a chi è meno esperto l’opportunità di leggere il territorio con un occhio diverso, domandandosi cosa c’è dietro a ciascuna delle forme del paesaggio.

SORGENTI DEL VERDE

Coordinate:  N 42.089616, E 14.201362

Località: San Pietro di Fara San Martino (CH)

Quota: 410 m

Interesse: Idrogeologico

Descrizione:

Il Fiume Verde, affluente dell’Aventino, nasce sul monte Acquaviva (2737 m) e si divide in due rami che interessano la Val Serviera e la Valle delle Mandrelle-S. Spirito; essi si riuniscono presso il comune di Fara S. Martino. Le sorgenti del Verde sgorgano copiose ai piedi delle imponenti pareti calcaree con evidenti stratificazioni della Maiella orientale, a quota di 410 m. Le acque piovane e di fusione delle nevi infiltratesi per il fenomeno carsico all’interno della montagna, vengono qui a giorno a causa di un brusco cambio di permeabilità a causa del contatto fra i calcari del Cretaceo e le argille marnose del Pliocene inferiore, queste ultime pressoché impermeabili. Questo contatto non è visibile in affioramento per la presenza delle brecce delle conoidi di detrito. La portata complessiva delle sorgenti è molto elevata (portata media di ca....

»

SORGENTI DELL’AVENTINO

Coordinate: N 41.964703, E 14.120411

Località: Capo di Fiume in Comune di Palena (CH)

Quota: 880 m

Interesse: Idrogeologico

Descrizione:

Le sorgenti dell’Aventino si trovano all’interno dell’area vincolata di interesse paleontologico di Capo di Fiume sul versante orientale del Monte Porrara. Data la particolare situazione idrogeologica locale, parte delle acque sorgive provengono perlopiù dal versante opposto della montagna, quindi da un bacino idrografico diverso da quello cui appartiene il fiume omonimo e più precisamente dall’Altopiano carsico del Quarto di Santa Chiara (1250 m s.l.m.). Qui, le acque piovane e quelle di fusione delle nevi dei vicini monti Pizzalto e Porrara si raccolgono nel torrente La Vera che scorre attraverso tutto l’altopiano e si inabissa in un inghiottitoio formando, specie in primavera, un laghetto con dimensioni e profondità variabili ogni anno. Secondo studi eseguiti con l’impiego di traccianti, nei periodi di piena stagionale, esse riemergono a Capo...

»

GOLE DI SAN MARTINO

Coordinate: N 42.088582, E 14.195452

Località: San Pietro di Fara San Martino (CH)

Quota: 495 m

Interesse: geomorfologico, stratigrafico e archeologico

Descrizione:

Le Gole di San Martino si aprono con uno stretto passaggio dalle alte pareti rocciose sul versante orientale della Maiella, poco fuori l’abitato di Fara. Si tratta dell’inizio del vallone con caratteri di forra che conduce fino alla vetta più alta della Maiella, Monte Amaro (2793 m), e comprende i territori più selvaggi dell’intero massiccio con un percorso lungo 14 Km e un dislivello di 2300 m. Esso può essere diviso in tre parti: la Valle di S. Spirito, la valle di Macchia Lunga e la Val Cannella. Quest’ultima termina con un circo glaciale al cui centro si trova il rifugio Manzini. Secondo la tradizione popolare, queste suggestive gole, larghe appena 2 m e lunghe circa 30 m, furono aperte da San Martino con la forza delle braccia per consentire alla popolazione farese di accedere più velocemente agli alti pascoli...

»

Depositi lacustri di Valle Giumentina

Coordinate: N 42.182582, E 14.021194

Località: Piano dei Valli in Comune di Abbateggio (PE)

Quota: ca. 730 m

Interesse: sedimentologico, geomorfologico, paleoclimatico e archeologico

Descrizione: Si tratta di un antico bacino lacustre quaternario, dello spessore di circa 70 m al centro, che dopo fasi di maggiore e minore estensione si è prosciugato ca. 40.000 anni fa. I suoi sedimenti, che contengono tracce di occupazione umana a partire da 570.000 anni fa fino al Paleolitico superiore (ca. 30.000 anni fa), hanno registrato per lungo tempo le fluttuazioni climatiche ed ambientali del passato. Il riempimento di epoca Pleistocenica venne asportato nella parte più alta in tempi più recenti da un antico affluente dell’Orta; ciò testimonia il fatto che allora questa zona apparteneva ad un bacino idrografico diverso dall’attuale. Nel 1953, l’archeologo A. M. Radmilli e il geologo francese J. Demangeot esplorarono una sezione stratigrafica messa in luce da una frana nel fossato di Valle...

»

Navigando il sito parcomajella.it acconsenti all'utilizzo dei Cookie. Per maggiori dettagli.