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Cervo

Immagine di un cervo

Reintrodotto nel territorio del Parco una trentina di anni fa, attraverso una serie di rilasci che ebbero inizio nelle Riserve Naturali dello Stato, attualmente il cervo è presente con circa 700-800 individui distribuiti negli ambienti più idonei alla specie.

La Valle dell’Orfento, la Valle del fiume Orta, il Vallone di Santo Spirito, il versante Occidentale della Majella (nell’area di Lama Bianca e della Rava del Ferro), e più di recente entrambi i versanti del massiccio del Morrone, ospitano il nucleo principale della popolazione del Parco di questo maestoso ungulato.
In questi territori nei mesi estivi è possibile osservare branchi di cervo anche alle quote più alte, sulle praterie primarie, spesso nei pressi dei nevai, dove le femmine cercano pascoli ricchi di nutrimento e rifugio dai predatori e dagli insetti entomofagi.

Negli ultimi anni questa specie ha iniziato a colonizzare anche il settore meridionale del Parco, l’area dei Monti Pizzi, del Monte Pizzalto e del Monte Rotella, dove i cervi sono arrivati anche attraverso immigrazione dalle altre Aree Protette limitrofe. Dalla fine dell’estate ed in particolare nel periodo compreso tra metà settembre e fine ottobre, in molte aree del Parco è possibile ascoltare le caratteristiche vocalizzazioni, i cosiddetti bramiti, che i maschi adulti di cervo emettono nel periodo riproduttivo. Questi versi fanno parte insieme ad altri comportamenti ritualizzati delle sfide che i maschi effettuano nell’ambito del rituale di corteggiamento e di difesa dai competitori degli harem di femmine. Durante la stagione invernale, in particolare i branchi che trascorrono i mesi estivi alle quote più elevate, compiono delle migrazioni altitudinali che li portano a frequentare ambienti più termofili, dove minore è l’accumulo nevoso e maggiore la possibilità di trovare cibo.
In queste indispensabili aree di svernamento, come i boschi di querce presenti lungo i due versanti della Valle del fiume Orta, è possibile osservare i maschi adulti che, finito il periodo delle sfide autunnali, si riuniscono in piccoli gruppi e i più numerosi branchi di femmine e giovani che cercano nel numero sicurezza e protezione dai predatori.

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