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News 11/12/2009Piano del Parco Nazionale della Majella da Presidenza PNM
COMUNICATO STAMPA
Si apprende da diversi organi di informazione che in una recente riunione della Comunità del Parco, sarebbe stato approvato un documento apertamente critico nei confronti del Piano del Parco Nazionale della Majella, accusato di perseguire “ l’obiettivo dichiarato di deantropizzare i territori”. Di questo documento se ne ignora il contenuto in quanto, pur essendo stato trasmesso alla stampa che ne riporta stralci, nulla al riguardo è agli atti dell’Ente, pur essendo la Comunità del Parco uno degli Organi dell’Ente stesso. Tanto chiarito, la notizia sorprende ed appare di difficile comprensione, alla luce delle seguenti incontrovertibili considerazioni : 1. Il Piano del Parco ha riportato il parere favorevole all’unanimità della Comunità del Parco, come espressamente previsto dalla norma; 2. Dei trentanove comuni che hanno il territorio ricompreso all’interno del perimetro del Parco, solo 15 comuni hanno presentato osservazioni e ben 25, tra cui comuni interamente ricompresi all’interno del perimetro del Parco, come Pacentro e Sant’Eufemia, non hanno presentato osservazione alcuna. Dimostrando con ciò la sostanziale bontà dei contenuti del Piano. Oltretutto, molte delle osservazioni presentate dai 15 comuni, sono state poi recepite dalla Regione Abruzzo, titolare del procedimento; 3. Inoltre con tutti i comuni che hanno aree edificate- le zone D del Piano del Parco- sono state sottoscritte specifiche intese, ai sensi della legislazione vigente, tra Comuni interessati, Parco e Regione e quindi concordate; 4. Solo alla fine di questo lungo processo di concertazione e di intese, durato oltre 10 anni, integrato con Valutazione di incidenza e parere del Comitato Regionale per i Beni Ambientali, la Regione Abruzzo ha potuto procedere all’approvazione del Piano, intervenuta con Delibera di Consiglio Regionale del 30 dicembre 2008. 5. Il Piano è poi entrato a pieno regime con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, in data 17 luglio 2009. Tanto considerato, va inoltre chiarito, ancora una volta, che a giudicare da quanto si apprende dalla stampa, al Piano vengono attribuiti divieti che il Piano non prevede né può prevedere, quali divieto di raccolta di legna secca, di raccolta di tartufi, di funghi ed altri prodotti del sottobosco, di escursionismo, di pascolo ecc.. Ciò in quanto la legge quadro sulle aree protette fa espressamente salvi tutti i diritti di uso civico. Naturalmente, nel rispetto delle leggi regionali vigenti, degli stessi regolamenti comunali e di quanto stabilito dal Regolamento del Parco. Perché è il Regolamento del Parco, e non il Piano, a disciplinare “ l’esercizio delle attività consentite dentro il territorio del Parco “ come espressamente indicato dall’articolo 11 della legge Quadro sulle aree protette, 394/91 ovvero una Legge nazionale. Il Regolamento, varato dall’Ente Parco sin dal 1999, è ancora all’esame del Ministro dell’Ambiente, cui compete di adottarlo con proprio decreto. Fino a quando non verrà licenziato dal Governo d’intesa con la Regione Abruzzo, il Parco non potrà non applicare la Legge poiché la mancata approvazione del Regolamento non consente deroghe ai divieti previsti dalla 394/91. Alla luce di quanto rappresentato, le critiche avanzate appaiono, oltre che giuridicamente ed amministrativamente infondate, anche politicamente incomprensibili. Gianfranco Giuliante, Presidente del Parco |
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