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Esplode il CAMOSCIO sulla Majella
Esplodono i dati economici


Il Signore delle rocce, lo splendido Camoscio d'Abruzzo, tornato a popolare e dominare, le vette piu alte ed impervie della Majella, oltre dieci anni fa, prima ancora della nascita del Parco, grazie all'azione congiunta del Comune di Lama dei Peligni, del WWF Italia e del Parco Nazionale d'Abruzzo sta conoscendo, in virtu delle azioni di conservazione portate avanti dal Parco, una vera e propria nuova primavera.

Il censimento appena concluso dal Parco, sulla base di metodologie innovative, con la collaborazione di numerosi volontari e delle guardie forestali addette alla sorveglianza del Parco, ha fornito risultati sorprendentemente incoraggianti, che confermano lo stato di ottima salute che gode la specie sulle montagne del Parco dove ha trovato un habitat ideale e condizioni di sicurezza e di quiete: 105 esemplari avvistati in branchi di diversa composizione con 23 piccoli dell'anno.
Il che porta alla stima prudenziale di una popolazione complessiva oscillante tra i 120 ed i 130 esemplari, destinata ad esplodere, in maniera esponenziale nei prossimi anni, viste le potenzialità del territorio in raffronto all'areale attualmente occupato e le condizioni di assoluta tranquillità.
Merito fondamentale di ciò, sottolinea il Commissario del Parco Giuseppe Dionisio, va al Parco ed alle azioni intraprese a tutela della specie: dalla diretta assunzione in gestione di boschi e pascoli, al rigoroso controllo del territorio, alla vigilanza estiva in alta quota, alle continue azioni di monitoraggio; ma anche a quei Comuni come Palena, Taranta Peligna, Lettopalena, Fara San Martino, Palombaro che hanno concesso in gestione i propri territori e soprattutto Lama dei Peligni che sul simpatico animale ha basato le proprie politiche di eco-sviluppo.

L'impegno del Parco, per i prossimi anni, non può che essere indirizzato al consolidamento di tali politiche, confortato anche dai positivi risvolti economici.

Le presenze turistiche nella stagione appena conclusa risultano incrementate di oltre il 20% e tutti i principali dati economici dell'area Parco, strettamente legati al Parco, risultano al di sopra della media regionale. Un recente studio condotto dalla CGIL sul Parco Nazionale della Majella ha accertato che le attività economiche in generale nell'area Parco sono cresciute, nel periodo 1995-1999 del 20,4% contro il dato regionale del 19%, i consumi pro-capite di oltre il 30% ed il reddito pro-capite disponibile del 12,6%.

A dimostrazione, qualora ce ne fosse stato bisogno, dell'assoluta infondatezza e strumentalità di analisi effettuate sulla base di dati obsoleti, relativi a periodi in cui il Parco non era stato istituito e la cui negatività va imputata a chi nel periodo 1991 - 1996 programmava e attuava le politiche di sviluppo e non certamente a parchi che non esistevano.

  • NICOLA CIMINI - Direttore del Parco Nazionale della Majella

 

sommario di Radio Lupo #6, aprile - settembre 2001