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Un nuovo Presidente per il Parco

La Majella, la montagna sacra fatta Parco, ha un nuovo Presidente. E' l'ingegner Cesare Patrone. La persona giusta al posto giusto viene da pensare, e molto probabilmente a ragione per la dinamicità, l'esperienza e la professionalità specifica che lo caratterizzano.
Un buon capitano che affiancato da una squadra forte, com'è il nuovo Consiglio direttivo e coadiuvato da un Direttore collaudato, come il dott. Nicola Cimini, potrà offrire un futuro alla ricca biodiversità presente e alle popolazioni residenti.

C'è la necessita di un Parco che non rappresenti solo vincoli ma un importante valore aggiunto per quel rilancio delle zone interne sempre auspicato e mai realizzato fino ad oggi. Per conseguire obiettivi importanti occorrono strategie non solo di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale ma anche di quello culturale, architettonico e delle attività produttive eco-compatibili.

Dal neo Presidente dovrà arrivare una spinta rivitalizzante, un entusiasmo forte, concreto e duraturo e, soprattutto, delle intuizioni capaci di attivare nuove sinergie. Una moderna politica di gestione del Parco deve essere improntata a quella nuova visione ecologica che si va affermando, che vede salvaguardia e sviluppo come binomio inscindibile e dove e esplicitamente richiesto l'apporto degli Enti locali e della popolazione tutta. Perché disegnare il futuro di un territorio significa anche stimolare a riscoprire la propria identità storica e culturale per far affiorare l'orgoglio di essere nel Parco. Conosciamo l'ing. Cesare Patrone attraverso un'intervista di presentazione.

Presidente, quali sono gli aspetti caratterizzanti del Parco Nazionale della Majella?
Come tutti i parchi italiani la Majella si caratterizza per il binomio indissolubile natura e cultura.

Infatti gli aspetti naturalistici sono rilevanti, si pensi ad esempio alla presenza di grandi mammiferi come il lupo, l'orso o di un mustelide come la lontra, per i quali sono stati avviati programmi specifici di protezione. Nel contempo però sono altrettanto elevate le valenze culturali a cominciare dal complesso religioso-monastico degli eremi e dei monasteri. Si, forse la specificità maggiore e il circuito sacro. Non a caso la Majella è la montagna sacra...

Si accennava ai programmi, ce ne può parlare?
In questo numero di Radio Lupo sono riportati, seppur succintamente, tutti i programmi più attuali. Già ho accennato al lupo, all'orso e alla lontra, ma c'è spazio anche per il camoscio ed una gestione oculata del cinghiale al fine di ridurre al minimo i danni alle colture. Lo stesso discorso vale per lo studio della vegetazione, ma soprattutto va rilevata la necessità di completare gli strumenti di pianificazione: quello collegato allo sviluppo economico-sociale delle popolazioni residenti ma anche e soprattutto il piano del parco a tuttora in attesa di adozione da parte della Regione Abruzzo. Farò di tutto per riattivare il rapporto con la Regione.

Quali saranno le attività in grado di rilanciare l'immagine del parco?
L'immagine del parco è già buona. Quello che va rilanciata è la sinergia e la partecipazione con le comunità locali e i sindaci. Con l'attivazione del Consiglio direttivo al quale partecipano i sindaci e con la consapevolezza che il Parco si impegnerà con serietà sulla strada dello sviluppo economico-sociale, si è già sulla buona strada. Sento intorno a me una forte fiducia. Penso anzi che dovremmo tutti insieme tentare di elaborare un modello di tutela ambientale e di sviluppo economico-sociale da esempio non solo in Italia, ma anche in Europa.

Quindi una nuova filosofia?
Per certi aspetti si. Il parco come opportunità per le popolazioni locali di un nuovo modello di vita. Di una nuova weltanshauung. Che rifiuti il modello urbano, ma anche il sistema parco - week end così caro al mondo anglosassone e americano. Il parco come modello di vita e che pertanto rifiuta l'estraniazione dal circuito produttivo e sociale della comunità nazionale. Un parco che partecipi contemporaneamente al Pil nazionale, alla elaborazione della cultura nazionale ed ovviamente alla tutela dell'ambiente e del territorio.

Con quale squadra Presidente intende portare avanti i suoi programmi?
In primo luogo è indispensabile la collaborazione attiva di alla struttura del Parco, devo constatare che il Direttore ha messo in piedi un gruppo di giovani preparato ed affidabile. Così come preparati e motivati gli uomini del Corpo Forestale dello Stato addetti alla sorveglianza. Ritengo che tutti insieme potremo lavorare in accordo per il bene della comunità locale.

  • Michele Migliozzi

 

Chi è Cesare Patrone

Cesare PatroneQuarantotto anni, ingegnere idraulico, coniugato. Coordinatore del Corpo Forestale dello Stato della Regione Abruzzo. Dal 1981 al 1990 vice direttore del Parco Nazionale del Circeo e capo ufficio naturalistico. Successivamente, capo ufficio Riserve naturali del Cfs; Coordinatore nazionale dei Cta, servizio sorveglianza nei parchi nazionali e danno ambientale. Ha insegnato in qualità di professore a contratto "Protezione ambientale e tutela dei parchi nazionali" presso l'Università degli Studi del Molise.

 

 

sommario di Radio Lupo #7, dicembre 2002