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In
considerazione delle problematiche connesse alla diffusione
di questa specie nel territorio del Parco Nazionale della
Majella, è stata sviluppata una capillare attività
di monitoraggio e studio della popolazione, che ha permesso
di individuare le situazioni e le aree maggiormente vulnerabili
rispetto al rischio di danni all'agricoltura, e di intraprendere
di conseguenza azioni mirate per la prevenzione di tali danni.
In
particolare, nella primavera 2002 è stata condotta,
in collaborazione con il Coordinamento Territoriale per l'Ambiente
del Parco e le Province di Pescara e Chieti, una campagna
di censimenti in battuta che ha coinvolto in media oltre 100
partecipanti alla volta e che ha affiancato i tradizionali
censimenti per avvistamento, condotti su 25 punti di avvistamento.
Inoltre, sono stati informatizzati ed elaborati tutti i dati
relativi agli indennizzi per danni causati da questa specie,
in modo da avere un quadro chiaro, anche su base cartografica,
delle aree maggiormente frequentate.
Per
avere un quadro più chiaro della situazione, il territorio
del Parco è stato suddiviso cartograficamente in 5
macroaree omogenee. Sulla base dei dati ottenuti, è
stato inoltre dato avvio al programma di fornitura gratuita
di recinzioni elettrificate agli agricoltori, ed è
stato impostato il proseguimento dell'attività di catture
programmate.
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