Mulini rupestri


Fra i numerosi mulini ad acqua, animati un tempo dai corsi d'acqua che scendono dai valloni della Majella, ve ne sono alcuni particolarmente interessanti per la loro collocazione: infatti sono completamente ricavati nella roccia.

fotoMolto probabilmente delle cavità naturali hanno ridotto l'opera di scavo che comunque rimane rilevante soprattutto per quanto riguarda le cisterne per la regolarizzazione del flusso dell'acqua.

Certamente un mulino realizzato nella roccia risentiva molto meno di quelli tradizionali delle rovinose alluvioni che periodicamente si verificavano e che spesso scalzavano dalle fondamenta le strutture murarie.

Due mulini rupestri li troviamo a breve distanza l'uno dall'altro nella valle del Foro, in località Pareti, sotto il paese di Pretoro mentre un altro si trova nella valle di Guardiagrele, poco più a monte di Bocca di Valle.

La presenza di alcuni mulini presso Pretoro, lungo il corso del fiume Foro, ci è nota da alcune donazioni fatte nel 1059, 1120, 1141 al vicino monastero di San Salvatore a Majella e riportate nel Buflarium Basilicoe Vaticanae.

D'altra parte sono questi i secoli che vedono sotto la spinta di un notevole incremento demografico il conseguente sviluppo delle coltivazioni e la nascita di numerosi mulini. Come puntualizza il Bloch ("Avvento e conquiste del mulino ad acqua"): Non bisogna infatti ingannarsi: invenzione antica, il mulino ad acgua e medievale dal punto di vista della sua effettiva diffusione.

Il mulino di Bocca di Valle è situato sulla sinistra idrografica della valle e si distingue soprattutto per le enormi mura del lago di carico. L'ambiente interno è invece piuttosto ridotto e presenta una planimetria irregolare.
Il mulino aveva una sola macina. Si tratta probabilmente del mulino S. Clemente 2°, riportato nella Carta Idrografica di fine Ottocento, e denominato dai paesani "Molino del Marchese".

  • Edoardo Micati

 

sommario di Radio Lupo #8, giugno 2003