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Nell'ambito
delle numerose attività di collaborazione internazionale
e di promozione dell'immagine sviluppate dall'Ente Parco in
questi anni, è da segnalare la missione di studio al
Parco di una Delegazione di Direttori e Dirigenti dei Parchi
del Marocco, finalizzata alla conoscenza diretta di esempi
concreti di gestione ed organizzazione. Nel corso della visita
al Parco è stato analizzato il sistema delle aree protette
in Italia, l'organizzazione amministrativa e di gestione del
Parco, i progetti per la conservazione della fauna e della
flora, le attività di promozione, lo sviluppo dell'ecoturismo
e gli aspetti di gestione delle attività agro-silvo-pastorali.
Nella prossima primavera una delegazione del Parco della Majella
ricambierà la visita. Sarà un'occasione per
tecnici ed amministratori dell'Ente per confrontarsi con sistemi
e forme organizzative diverse.
Un
altro importante appuntamento è stato l'arrivo di tredici
ricercatori, forestali e naturalisti, provenienti dalla Scozia
e dal nord Inghilterra, membri dell'associazione di volontari
"Native Woodland Scottish Association", sostenuta
dal Governo britannico, che ha l'obiettivo di incrementare
il patrimonio forestale autoctono della Scozia e del Nord
Inghilterra, completamente distrutto dopo la Prima guerra
mondiale.
I
membri di questa associazione appartengono alle agenzie delle
Forestry Commission del Governo Inglese e della Scottish Natural
Heritage. Sono state giornate di intenso lavoro e di sopralluoghi,
dedicate allo studio delle tematiche della conservazione della
natura, della storia e dello sviluppo socio-economico delle
aree montane del Parco. Oltre alla visita agli Altopiani Maggiori
d'Abruzzo, al suggestivo Bosco di S. Antonio nel comune di
Pescocostanzo e alle zone di alta quota della Majella, sono
stati presentati loro i numerosi progetti fin qui realizzati
dal Parco, come il Progetto Life sul Camoscio d'Abruzzo, le
attività di monitoraggio faunistico e sanitario della
fauna selvatica e la gestione dei danni da questa procurati
al bestiame e all'agricoltura, le attività di miglioramento
dei boschi di latifoglie e di rinaturalizzazione delle pinete
artificiali e, infine, il Progetto Qualità.
Durante
i giorni di permanenza, i tredici ricercatori hanno visitato
le aree faunistiche del Lupo a Pretoro e del Camoscio d'Abruzzo
a Lama dei Peligni.
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