“Interventi urgenti per la salvaguardia dell’orso bruno marsicano”


Finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e dalla Regione Abruzzo, con 230.000 euro, il Progetto “Interventi urgenti per la salvaguardia dell’Orso Bruno Marsicano” ha preso l’avvio concreto lo scorso mese di aprile con la definizione del
progetto operativo per il 2004. Coordinato dal Parco Nazionale della Majella, interessa tutto l’areale dell’Orso e vede coinvolti tutti i parchi e le riserve d’Abruzzo, il Parco regionale dei Monti Simbruini nel Lazio e l’ex Azienda di Stato Foreste Demaniali di Castel di Sangro. Obiettivi specifici del Progetto:

1) definire l’attuale areale di distribuzione della specie, sulla base di una analisi critica dei dati disponibili;
2) ottenere una sintesi delle valutazioni di idoneità ambientale, sulla base dei dati raccolti fino ad oggi, anche allo scopo di individuare le aree che necessitano di interventi di riqualificazione ambientale;
3) localizzare la potenzialità trofica nel territorio e incrementare le risorse nelle aree sensibili per la specie;
4) ridurre ogni sensibile e possibile, potenziale elemento di disturbo alla specie legato alle attività antropiche;
5) ottenere una stima della consistenza, qualità e composizione della popolazione, tramite indagine di campo e raccogliere dati sull’uso dello spazio, al fine di ottenere una distinzione tra le aree a differente utilizzo;
6) predisporre e mettere a regime un sistema di monitoraggio sanitario permanente, rivolto alle potenziali prede dell’orso e alle altre specie selvatiche e domestiche, tale da consentire il rilevamento precoce di rischi sanitari per la specie;
7) analizzare e ridurre i potenziali elementi di conflitto socio-economico e culturale per la conservazione della specie;
8) programmare ed attuare un sistema di ricerca e gestione unificato ed integrato tra i diversi soggetti, istituzionalmente coinvolti, che consenta di standardizzare le metodiche e la garantita applicabilità delle misure di salvaguardia previste;
9) programmare ed attuare campagne di comunicazione a scala nazionale e di sensibilizzazione ed informazione a livello locale.

Suddiviso, per praticità amministrativa, in azioni di CONOSCENZA, PIANIFICAZIONE e GESTIONE oggi è ormai in fase di avanzata attuazione ed ha già prodotto alcuni importanti risultati concreti. Priorità assoluta è stata attribuita alle azioni di monitoraggio, controllo del territorio e repressione del bracconaggio, attivando il coordinamento e l’intensificazione delle azioni di sorveglianza. Notevoli i risvolti positivi dell’azione. Nel contempo sono state chiuse al traffico, sia nel territorio del Parco Nazionale della Majella, che in quello del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, diverse strade comunali o forestali, nella aree a maggiore criticità della specie; Al fine di eliminare ogni possibile rischio di morte accidentale per la specie, obiettivo primario della campagna di conservazione, si sta procedendo, inoltre, ad organizzare periodiche e capillari azioni di pulizia da lacci, trappole ed ogni altro elemento di potenziale pericolo.
Ciò consentirà anche di avere un presidio più costante ed incisivo, idoneo a scoraggiare l’uso illegale del territorio.

Sono state prontamente attivate le azioni volte, attraverso l’azione definita SIMPATIA, alla mitigazione dei conflitti con allevatori ed agricoltori. Il 17 agosto scorso alla presenza dell’Assessore Regionale all’Ambiente Massimo Desiati, del Presidente e Direttore del Parco Nazionale della Majella, Cesare Patrone e Nicola Cimini e del Direttore del Parco d’Abruzzo Aldo Di Benedetto, sono state consegnate a pastori locali le CASE DELL’ORSO, ossia ricoveri mobili per i pastori in sostituzione di quelli precari e di fortuna utilizzati da sempre. Il Parco Nazionale della Majella, per la stessa finalità, ha inoltre da tempo maggiorato del 20% i normali indennizzi per i danni arrecati dall’orso ed invitato tutti gli altri Enti a fare altrettanto, mettendo a disposizione le risorse del progetto. Nell’ambito della medesima azione è inoltre stato progettato un caseificio mobile, che sarà realizzato, se saranno reperite le risorse necessarie, per la prossima stagione
estiva. Sono state affidate ed in corso da mesi, le azioni relative alla CONOSCENZA. Coordinate dal Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università di Roma, dovrebbero fornire tutti i dati necessari ed utili alla gestione della specie, a partire da quelli, fondamentali, relativi a numero, stato e distribuzione territoriale. In collaborazione con l’ARSSA, si è dato corso all’azione RISORSE ALIMENTARI, effettuando operazioni di innesto dei fruttiferi selvatici con cultivar autoctone, al fine di migliorare la produttività complessiva e diversificare la fruttificazione. Nei territori dei Parchi Nazionali della Majella e d’Abruzzo, Lazio e Molise, si sta procedendo, inoltre, all’impianto di colture a perdere per la specie, ripristinando una vecchia e positiva pratica gestionale. L’analisi degli studi di area vasta già effettuati per i Piani dei Parchi Nazionali della Majella e del Gran Sasso e dei dati relativi ai danni provocati dall’Orso, ha già permesso di individuare le aree critiche ed i corridoi di connessione tra Parco Nazionale d’Abruzzo e Parco Nazionale della Majella.Tali aree, costituite dai massicci Genzana e Greco e dalla Val di Sangro tra Quadri e Castel di Sangro ed Alto Molise, vanno assolutamente salvaguardate da ulteriori compromissioni. L’analisi relativa alle cause di mortalità violenta, oltre ad evidenziare la necessità dell’intensificazione delle azioni di prevenzione, di sorveglianza e di bonifica, ha posto in evidenza la necessità di effettuare interventi correttivi e di mitigazione lungo la tratta ferroviaria Palena-Alfedena, per eliminare le cause di mortalità di investimento da treno, soprattutto in galleria. Questo, in sintesi, lo stato di attuazione degli interventi, che dovranno essere portati a compimento entro l’estate prossima. Saranno sufficienti a garantire almeno una maggiore tranquillità ed un ambiente più idoneo all’animale simbolo dell’Abruzzo? Poiché ciò accada c’è bisogno innanzitutto di serietà istituzionale. La tutela dell’Orso marsicano rappresenta la finalità fondamentale dei Parchi ed aree protette in cui è presente, nazionali o regionali che siano ed i Parchi, innanzitutto, devono impegnare per tale finalità ogni possibile energia, umana e finanziaria, abbandonando protagonismi ed egoismi, causa dei molti danni nel passato. Ma, anche, di molte, troppe disfunzioni nel presente se è vero, come è vero, che non passa giorno, senza che la stampa non riporti comunicati, a volte dai toni trionfalistici, altre permeati da tetro catastrofismo, dei soggetti più disparati, che annunciano Piani in difesa del plantigrado o operazioni di soccorso. Il trionfo della cultura dell’apparire a tutti costi, in luogo della sana cultura del fare, ed in silenzio. Proprio di
quella cultura che dopo averci per anni drogato, con notizie artatamente edulcorate, ci ha lasciato in eredità l’amara realtà del presente.

Nonostante tutto, continuiamo!

 

  • NICOLA CIMINI - Direttore
sommario di Radio Lupo #10, settembre - ottobre 2004