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Nell’ambito
delle manifestazioni del decennale dell’istituzione del
Parco, il 29 giugno scorso, presso la sala conferenze del
Giardino Botanico del Parco in Sant’Eufemia a Majella, il
Parco si č fatto promotore dell’organizzazione del convegno
Il Valore dei Parchi. Impreziosito dalla presenza del
Ministro dell’Ambiente on.le Altero Matteoli, del
sottosegretario di Stato on.le Nino Sospiri e dell’assessore
all’Ambiente della Regione Abruzzo, Franco Caramanico, del
Presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis,
del Direttore Generale della Direzione per la Protezione
della Natura del Ministero dell’Ambiente Aldo Cosentino, il
convegno ha fornito l’opportunitā per approfondire tutti gli
aspetti relativi alla produzione di beni e servizi, che un
ecosistema complesso quale quello che identifica un Parco
Nazionale, garantisce alla collettivitā locale , nazionale e
internazionale. Diversi e qualificati i relatori,
rappresentanti la visione di segmenti diversi della societā:
da Giuseppe Rossi, Direttore di Federparchi a Fabio Renzi
della Segreteria Nazionale di Legambiente, a Fernando
Ferrara, Segretario Nazionale di Ambiente č/e vita, a
Giuseppe d’Ercole della Confederazione Italiana Sindacati
Lavoratori, a Nicola Stolfi della Confederazione Italiana
Agricoltori, a Enzo Gianmarino della Confesercenti a Gaetano
Paparella, Presidente dell’Istituto per la Certificazione
Etica ed Ambientale.
Nella relazione
introduttiva, il direttore del Parco Nicola Cimini, partendo
da una disamina delle principali problematiche ambientali
del pianeta e dalla identificazione e quantificazione delle
diseconomie prodotte dal degrado ambientale, ha presentato,
- adattando alla realtā italiana e del Parco Nazionale della
Majella in particolare, modelli mutuati da esperienze
internazionali ed in particolare dal Millennium Ecosystem
Assessment, il poderoso rapporto sullo Stato degli
ecosistemi del Pianeta redatto per conto delle Nazioni Unite
da 1.360 scienziati di 95 paesi diversi -, un modello di
determinazione del valore dell’ecosistema “Parco Nazionale
della Majella”. Un quadro sorprendentemente positivo ed
innovativo dal quale č emerso che il Parco produce non solo
lavoro, - oltre 130 unitā a tempo pieno nelle attivitā
istituzionali, 50 nei servizi a convenzione a cooperative
locali, 30 stagionali nelle attivitā antincendio e di
controllo dei flussi turistici - o reddito da turismo,
agricoltura allevamento - per 390 milioni di euro/anno ma
anche e soprattutto: servizi di produzione (acqua, ossigeno,
risorse genetiche, legno e fibre, foraggio ecc. ) per 490
milioni di euro/anno; - servizi di regolazione (abbattimento
di CO2, polveri sottili, sostanze inquinanti, regolazione
dei bilanci idrici e climatiche, diversitā biologica) per un
valore di 31 milioni di euro/anno; - servizi culturali,
quali valori estetici e spirituali, religiosi, storici,
artistici, educativi ecc. Valori non stimabili ma
inestimabili, in quanto componenti fondamentali dello stato
di salute e del benessere sociale dell’individuo e della
collettivitā. Generando, tra l’altro, notevoli benefici
economici per lo Stato.
Il solo incremento della
spesa turistica dovuta all’effetto Parco (ecoturismo) e
l’occupazione diretta ed indotta dal parco hanno generato un
aumento della spesa complessiva soggetta a tassazione varia
di oltre 100 milioni di euro che ad una tassazione media del
20% genera un ritorno in tasse per lo Stato di 20 milioni di
euro. Vale a dire che per ogni euro dato al Parco lo Stato
ne incassa 10 in tasse. Non solo pecorino quindi, ma
formidabili benefici dei Parchi ben oltre i confini
dell’area protetta. Ed č per questo che le risorse
necessarie per continuare a garantire ed incrementare le
attuali produzioni, necessarie alla vita ed al benessere
materiale e spirituale della specie umana, non vadano
lesinate o , peggio, viste come risorse secondarie.
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