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Il Parco Nazionale della Majella fa mostra di sé all’Europa,
ed ancora una volta per le sue concrete ed innovative
capacità gestionali. Infatti, presso la sede scientifica del
Parco Nazionale della Majella di Caramanico Terme, dal 18 al
23 Settembre una delegazione di tecnici svedesi è stata
ospitata e guidata dallo staff tecnico del Parco, in un
viaggio- studio voluto dai rappresentanti delle istituzioni
svedesi, in particolare dall’Agenzia nazionale
per la Protezione della Natura e le contee maggiormente
interessate dalla presenza dei grandi carnivori, con
l’obiettivo di apprendere modalità e tecniche di gestione
innovative del conflitto tra carnivori ed attività
antropiche.

La scelta del Parco
Nazionale della Majella non è stata affatto casuale: il
Parco abruzzese è, infatti, riconosciuto in campo
internazionale quale modello ideale di gestione, in
particolare nel settore della convivenza tra esigenze di
conservazione della fauna selvatica e necessità legate alle
locali attività zootecniche. Riguardo ai problemi dei danni
al bestiame causati da predatori, delle metodiche di
indennizzo e di prevenzione, e relativamente all’attuazione
di misure di mitigazione del conflitto, il Parco della
Majella ha progettato e ormai messo a regime un sistema
gestionale estremamente efficiente, rivolto soprattutto ad
affrontare il problema attraverso uno studio approfondito
del fenomeno delle predazioni ed una particolare attenzione
alle realtà zootecniche locali ed alle loro esigenze. Il
successo di questo approccio, oltre ad essere riconosciuto a
livello nazionale, è oggetto anche di interesse da parte di
altri paesi che risentono dello stesso tipo di problematica.
Così a Caramanico lo staff
del Parco e dirigenti di pubbliche amministrazioni e
ricercatori dalle contee di Dalarna, Gävleborg e Värmland,
si sono confrontati, nella settimana formativa “Bringing
nature, state and society together: Predators and landscape
management in Italy”, sulla gestione del lupo e dell’orso,
sulle procedure di accertamento dei danni al bestiame, sui
sistemi di indennizzo e sulle esigenze degli allevatori. Per
la Svezia erano presenti i dirigenti delle tre Regioni
ospiti, dirigenti delle forze di polizia svedesi, il
direttore dell’Associazione Svedese per la caccia e la
gestione faunistica, due dirigenti delle Associazioni degli
Allevatori, il manager del Centro Nazionale svedese per i
Danni da Fauna Selvatica, i ricercatori del Centro di
Ricerca per la Pubblica Amministrazione dell’Università di
Göteborg. Numerosi gli apprezzamenti da parte degli amici
nord europei per i risultati raggiunti dal Parco della
Majella: questa esperienza formativa, a detta dei
rappresentanti svedesi, ha posto le basi per
un’interlocuzione fattiva ed una collaborazione che verrà
richiesta al nostro Parco nei prossimi anni per consentire
la coesistenza tra attività di conservazione di lupo e orso
e tutela delle attività antropiche tradizionali. Per i
tecnici e per il Direttore del Parco, Nicola Cimini, un
grande riconoscimento per un lavoro costante e silenzioso
che ogni giorno il Parco dedica alla tutela del proprio
territorio.
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