PROGETTO: “Coltiviamo la diversità”


Continuano le attività del progetto “Coltiviamo la diversità”, il progetto co-finanziato dalla Direzione Conservazione della Natura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, promosso in collaborazione con l’A.R.S.S.A., che si pone l’obiettivo di promuovere la conservazione e la valorizzazione  delle risorse genetiche agricole locali.

Grazie all’attività di ricerca condotta sul territorio del Parco è stato recentemente pubblicato il “Repertorio delle varietà agricole locali del Parco Nazionale della Majella”, uno strumento innovativo di ricerca e conoscenza, nel quale sono state descritte attraverso foto e schede dettagliate, sette varietà di mele, otto di pere, sei di olive, dieci di fagioli, quattro di grano e numerose altre varietà agricole,  per un totale di 45 varietà, tutte tipiche del territorio della Majella. L’interesse suscitato dall’iniziativa è stato tale che il volume, oltre ad essere stato recensito da diverse riviste  specializzate, è stato richiesto da moltissime persone da tutt’Italia ed è ormai esaurito.

Tutte le varietà locali rinvenute durante le indagini sul territorio, che allo stato attuale hanno superato la  soglia delle 70 accessioni, sono oggetto di conservazione “ex situ” (al di fuori del luogo d’origine)  presso la banca del seme del Parco Nazionale della Majella nel Giardino Botanico Michele Tenore di Lama dei Peligni.Allo scopo di divulgare l’iniziativa, di incentivare la coltivazione delle varietà locali e per moltiplicare quelle di maggior prestigio, sono stati realizzati anche due campi vetrina con varietà di fruttiferi locali (fico, melo, pero, cereali) nei giardini botanici del Parco di Lama dei Peligni e S. Eufemia a Majella. Per diffondere il progetto sono stati promossi nel corso dell’anno diversi incontri nei Comuni del Parco (Sulmona, Pratola Peligna, Palombaro, Abbateggio, Caramanico, Pizzoferrato, Montenerodomo e Gamberale), a cui hanno partecipato aziende agricole, società e singoli agricoltori interessati ad intraprendere iniziative per la conservazione delle varietà locali. Ad oggi, hanno aderito alla rete degli “agricoltori custodi della biodiversità agricola”, punto di forza del progetto, 28 aziende che hanno la loro sede e le superfici coltivate nei Comuni del Parco.

Si tratta per lo più di agricoltori che già coltivano le varietà autoctone e che grazie agli incentivi previsti dal progetto, realizzeranno nuovi impianti di fruttiferi, aumenteranno le superfici coltivate con le varietà autoctone e trasformeranno i prodotti per conferirli preferenzialmente al circuito della Majella Card. Grazie allo sviluppo del progetto è stato possibile avviare anche un programma di educazione ambientale “io me la mangio”, con percorsi didattici specifici rivolti al mondo scolastico, dalle materne alle scuole superiori, finalizzati a far conoscere l’enorme valore culturale e agricolo legato al recupero e alla conservazione di antiche varietà, molte delle quali, purtroppo, presenti solo nella memoria dei nostri contadini.
 

sommario di Radio Lupo #11, novembre - dicembre 2005