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Eremo/monastero di S. Spirito della Maiella

Comune: Roccamorice (PE).

Località: Vallone di S. Spirito, a circa 1130 m s.l.m.

Struttura: Articolato complesso di edifici addossati ad una parete rocciosa. La parte bassa comprende la chiesa, la sagrestia ed un settore abitativo.
La chiesa, fatta ricostruire alla fine del Cinquecento da Pietro Santucci da Manfredonia, presenta una navata unica suddivisa in quattro campate con altari laterali. Le prime due campate hanno una copertura a botte, la terza una copertura cupolata, l'ultima una copertura a crociera costolonata risalente all’impianto tardo-duecentesco dell'edificio unitamente ai due peducci angolari a fogliami dell’ultima campata a destra.
Al di sotto della chiesa si trova il nucleo più antico, l’eremo, costituito dalla stanza del Crocifisso, dove secondo la tradizione fra Pietro era solito pregare, e dal giaciglio dell’eremita. Al di sotto del settore abitativo cinquecentesco vi sono cinque piccoli vani, le cellette dei primi compagni di Pietro.
La seconda zona è formata da ciò che resta del monastero cinquecentesco, con locali di servizio al pianterreno (cucina, dispensa, forno, ecc.) e camere ai piani superiori.
La terza e ultima parte è costituita dalla foresteria, detta anche Casa del Principe, realizzata nella seconda metà del Seicento per volontà di Marino IV Caracciolo. Quasi di fronte ad essa è posta la Scala Santa che conduce all’oratorio della Maddalena.

Storia e tradizioni: Fondato da fra Pietro del Morrone nel quinto decennio del XIII secolo. Nel 1263-1264, l’eremo di S. Spirito della Maiella riceve la protezione apostolica da Urbano IV e viene incorporato all’Ordine di S. Benedetto.
Dal 1275 al 1293 è la “casa madre” dell’Ordine di S. Spirito della Maiella (poi Ordine dei Celestini). Progressivamente abbandonato nel Trecento, viene ricostruito per iniziativa dell’abate Pietro Santucci da Manfredonia (1586-1641) ed ottiene il titolo di Badia.
Nel XVII sec., il nobile Marino IV Caracciolo vi si ritira facendovi costruire un edificio (“la casa del principe”), in seguito trasformato in foresteria.
Soppresso l’Ordine dei Celestini nel 1807, il monastero di S. Spirito viene definitivamente abbandonato. Il 29 agosto, festa della decollazione di s. Giovanni Battista, vi si celebra il rito del “Perdono”: chi si confessa e si comunica lucra l’indulgenza plenaria.

Si raggiunge con il sentiero: S (sentiero dello Spirito)

Informazioni per la visita: Centro Informazioni di San Valentino A.C. e Centro di Visita di Caramanico Terme – Tel. +39.085.922343
Email: info@remove-this.majambiente.it

Immagine dell'esterno del S. Spirito a Majella
Immagine della scalinata del S. Spirito a Majella
Immagine del S. Spirito a Majella
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