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Eneolitico

Con l’Età eneolitica o del Rame (tra il 4300 e il 2000 a.C.) giungono, da varie contrade del mediterraneo, in momenti diversi e a piccoli gruppi, le genti che importano in questo territorio la vera pastorizia. Le prime testimonianze nel nostro territorio si trovano nella Grotta dei Piccioni, a Fonte d’Amore di Sulmona e nella località Busciara di Pacentro.

La fase eneolitica non si distingue chiaramente da quella che la segue, detta del Bronzo, che giunge fino al 1000 a.C., sicché le testimonianze spesso si fondono con quelle di questa epoca: da moltissime località (a Tocco da Casauria, Bolognano, Caramanico, Serramonacesca, Pretoro, Rapino, Pennapiedimonte, Fara San Martino, Rivisondoli, Pacentro) si raccolgono manufatti in ceramica (vasellame di diverse forme e funzioni) e talora in bronzo (spade, asce, pugnali, punte di lancia, idoletti); sono molto diffuse anche le pitture nere su rupi e in grotte. Un villaggio che copre l’intera durata dell’Età del Bronzo e giunge all’inizio dell’Età del Ferro (X-XI sec. a.C.) è quello scoperto ai margini del territorio del PNM, nella località Madonna degli Angeli, nel Comune di Tocco da Casauria: vi sono materiali provenienti dal Lazio (siamo ai bordi di quella che poi diventò la Via Tiburtina-Valeria-Claudia) e una stele di chiaro significato cultuale.

Dalla tarda Età del Bronzo la pratica della pastorizia diventa dominante, ed essa caratterizza pienamente anche la successiva Età del Ferro (1000 – 550 a.C.): in questa si forma e si stabilizza quella che viene chiamata proprio "civiltà appenninica", perché si concentra nell’ambiente più adatto alla sua economia, quello della dorsale della grande catena. L’Età del Ferro è rappresentata a pieno titolo, dagli Italici, una delle stirpi indoeuropee scese dall’Europa centro-settentrionale nella nostra penisola.

Immagine della Valle dell'Orta dalla Grotta Oscura
Immagine dello scheletro della Grotta dei Piccioni
Immagine delle pitture rupestri del Morrone
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