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Longobardi, Franchi e le origini del monachesimo

L’invasione dei Longobardi (568 d.C.) investì l’Abruzzo, cerniera fra il Ducato di Spoleto e il Ducato di Benevento. Numerosi sono i toponimi longobardi nell’area majellese come fara e sala.

Capillare fu la diffusione del culto (in grotta) di san Michele Arcangelo, il santo guerriero scelto come protettore dai Longobardi convertiti. Alla fine del secolo VIII alla dominazione longobarda si sovrappose quella dei Franchi (Chieti fu conquistata nell’801).

Nell’età longobardo-franca sorgono le abbazie benedettine di San Vincenzo al Volturno e di San Clemente a Casauria che per vari secoli, insieme a Montecassino, costituiscono poli di riferimento nelle vicende del territorio della Majella e dell’area circostante. San Clemente, fondata nell’anno 871 dall’imperatore Ludovico II, è a diretto contatto con le pendici settentrionali del massiccio. La rete di monasteri che dal secolo IX si stende su questo territorio fa capo nella maggior parte dei casi alle tre abbazie benedettine sopra menzionate.
Tra le fondazioni più antiche sono: San Liberatore a Maiella (Serramonacesca), dipendenza cassinese; San Salvatore a Maiella (Rapino), esistente alla fine del secolo X e forse di origine autoctona. Al secolo IX risalgono San Martino in Valle (Fara San Martino), San Nicola di Coccia (Palena) e la chiesa di San Leopardo (Pacentro).

Immagine dell'Abbazia di San Liberatore a Majella
Immagine della Grotta S. Angelo di Lettomanoppello
Immagine di S. Martino in Valle
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