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Tradizione e folklore

Sulla Majella, "montagna sacra" per eccellenza, lo spirito religioso ha da sempre interessato ogni luogo; la montagna che non divide, ma unisce, che non priva ma nutre, madre e non matrigna.

Una montagna che ha ospitato per un arco di tempo lunghissimo particolari sistemi di vita riconducibili principalmente alla vita pastorale ed agricola. E le feste popolari dei paesi del Parco sono testimonianze importanti di una cultura agro-silvo-pastorale, animate dalle motivazioni di sempre: l’auspicio di un buon raccolto, il timore del sopravvento della natura, la necessità di sconfiggere il male.

Infatti in esse, oltre all’aspetto gioioso della festa, troviamo riti e pratiche strettamente legati ad una religiosità arcaica, tanto che un tempo era proprio il ciclo calendariale delle feste a scandire lo scorrere della vita comunitaria.

Tradizioni che si rivivono nelle feste patronali dei diversi paesi o nelle usanze e consuetudini legate alle feste religiose.
 Le manifestazioni più note sono il Presepe Vivente di Rivisondoli, la festa di S. Antonio Abate, le panicelle di San Biagio a Taranta Peligna, la processione del Venerdì Santo e la Madonna che Scappa a Sulmona, la festa di S. Domenico a Pretoro, la Madonna della Libera a Pratola Peligna, la processione delle Verginelle di Pretoro, la Corsa degli Zingari di Pacentro, San Martino festa dei cornuti a San Valentino.

Immagine della corsa degli zingarelli
Immagine di una manifestazione
Immagine di una manifestazione di paese
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