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Dalla conquista normanna alla fine del Regno di Napoli
(ca. 1100 – 1860)


Nonostante la sua lunghezza e la densità di avvenimenti che racchiude, questo periodo conserva una sua sostanziale unità di fondo: questa dipende dalla forte stabilità dell’assetto geopolitico che caratterizzò la storia di tutto il Mezzogiorno dopo che questo, dalla Sicilia al Tronto e al Garigliano, venne unificato, tra il 1061 e il 1144, nel regno dei Normanni e soprattutto dopo che Napoli divenne definitivamente capitale di questo regno a partire dal 1282. Una volta aggregato al Mezzogiorno, l’Abruzzo "istituzionalizzò" la sua funzione di regione-cerniera tra il Sud e il Centro-Nord della penisola.
In questa lunga prospettiva unitaria si collocano, nella storia del territorio della Maiella, processi diversi, che segnano anche fasi diverse, ma tra queste non si pongono vere fratture. La ricostruzione dei fatti non può che essere anche in questo caso sommaria, nonostante l’abbondanza di informazione e, anzi, proprio a causa di questa abbondanza. Quattro temi fondamentali, permettono di attraversare il campo di questi densissimi otto secoli di storia cogliendo solo i fatti caratterizzanti della vita di queste popolazioni lasciando fuori, invece, perché tutto sommato ripete schemi generali, la storia, intricatissima, delle signorie feudali che si esercitarono su questi paesi, per le quali basterà dire che in queste terre si incrociarono continuamente signorie feudali, dapprima locali (i conti di Valva, quelli di Sangro, quelli di Manoppello, i Cantelmo, i Caldora e altri), poi più spesso "napoletane" e "romane".
 


L' "incastellamento"


Dal punto di vista insediativo, questo territorio, come altri del contesto abruzzese e centro-meridionale in genere, riceve nel corso dei secoli X e XI un assetto che si può considerare decisivo, se non definitivo. Per un concorso di circostanze – una spontanea tendenza della popolazione in crescita all’aggregazione urbana e alla identificazione della propria area di sfruttamento del suolo, la necessità di difesa dalle ricorrenti scorrerie di Saraceni e Ungari, e poi dei conquistatori normanni, l’impulso delle signorie monastiche o laiche – in quei due secoli si costituirono i veri e propri centri abitati, situati in posizioni forti e cinti da mura: è il processo detto dell’ "incastellamento", termine col quale si indica, in pratica, la nascita dei "paesi" (detti allora castelli), dotati di un nome ben definito, rimasto fino ad oggi. I loro nomi sono spesso formati con una delle tipiche basi che indicano la loro posizione arroccata: Pesco (dall’italico pestlon ‘arce’), Pietra, Rocca, Pizzo, Penna.
In qualche raro caso il fatto si documenta già nel secolo IX (per Manoppello), in altri casi nel X (almeno per Salle, Cantalupo di Toccoda Casauria, Abbateggio, Pietransieri, Cansano, il cui toponimo rivela però un antefatto romano), nella grande maggioranza nell’XI.















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