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Sentiero dello Spirito (66 Km)

Per chi vuole conoscere gli aspetti più ancestrali delle relazioni che sin dalla preistoria sono intercorse tra l’uomo e queste montagne, a quote sempre medio basse (e quindi percorribili per gran parte dell’anno), si snoda il “Sentiero dello Spirito”. Le caratteristiche morfologiche ed idrografiche della Majella hanno dato all’uomo contemporaneamente la possibilità di accesso e di isolamento: non c’è da meravigliarsi quindi della ricchezza di luoghi di culto in ogni angolo del massiccio.

Questo percorso ne tocca molti tra i più importanti e spettacolari, dalle abbazie benedettine agli eremi, fino ai piccoli luoghi di culto rupestri edificati dai primi cristiani sulle rovine degli antichi luoghi di culto pagani. Tra questi, particolarmente degni di nota sono l’Abbazia di San Liberatore a Majella, all’inizio dell’itinerario nel territorio di Serramonacesca, considerato uno dei migliori esempi dell’architettura benedettina in Abruzzo; Sant’Angelo di Lettomanoppello, di origine antichissima, posto all’interno di un vero e proprio canyon sovrastato da imponenti pareti rocciose; S. Bartolomeo di Legio, l’eremo che forse si è conservato più inatto nel corso dei secoli, grazie anche alla continua frequentazione da parte dei devoti, ed infine gli eremi celestiniani di Santo Spirito, San Giovanni all’Orfento e Sant’Onofrio al Morrone, testimonianze dell’incredibile vicenda spirituale di Pietro da Morrone. Se percorso integralmente, anche questo sentiero, di nessuna difficoltà escursionistica, è assai lungo e va percorso a tappe: presenta il vantaggio di toccare numerose volte le strade asfaltate, per cui risulta facile percorrerne solo uno o più tratti.

Per chi decida di intraprendere passeggiate o escursioni nel Parco, è bene fornire alcune notizie e raccomandazioni utili. I monti del Parco, ed il massiccio della Majella in particolare, contrariamente a quanto si potrebbe pensare trattandosi di rilievi appenninici dalle forme dolci e tondeggianti, sono a volte molto impegnativi da percorrere: accanto a sentieri facili per tutta la famiglia, se ne trovano diversi con dislivelli notevoli (il tratto da Fara San Martino a Monte Amaro, ad esempio, coi suoi 2400 m è quello col maggior dislivello di tutto l’Appennino) ed altri che si snodano attraverso luoghi impervi ed isolati. E’ importante perciò scegliere bene l’itinerario secondo le proprie possibilità, magari chiedendo consiglio ad una guida o accompagnatore del luogo. E’ consigliabile inoltre munirsi di una buona carta dei sentieri, in scala non inferiore a 1:25.000, specie per gli itinerari di più ampio respiro. Per quanto riguarda l’equipaggiamento, è bene tener presente alcuni aspetti fondamentali: salvo che in poche località, le sorgenti di acqua potabile nel Parco sono rare e di portata variabile, per cui nel periodo estivo spesso non vi è possibilità di rifornirsi di acqua, che bisogna dunque portare con sé dalla partenza; gli itinerari di alta quota si svolgono in genere in ambente molto assolato, ma dal clima variabile: sono necessari quindi copricapo e creme solari, ma anche indumenti impermeabili nel caso si incappasse in un temporale improvviso. Le scarpe sono molto importanti: a parte che per pochi itinerari, in genere pedemontani, che si svolgono prevalentemente su strade sterrate, le scarpe da trekking sono indispensabili.

La rete sentieristica del Parco Nazionale della Majella offre sentieri adatti per ogni stagione: in inverno la scelta è limitata alle quote più basse. La primavera e l’estate sono i periodi più adatti per ammirare la flora che in un’esplosione di colori e profumi abbellisce la montagna, mentre l’autunno offre spesso giornate limpide per escursioni ricche di sfumature dorate e di paesaggi straordinari.
















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