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Non toccate i piccoli di capriolo e di cervo!

Se avvistate, nascosto tra i cespugli o accucciato nell'erba, un piccolo di capriolo o di cervo e vi sembra abbandonato, non avvicinatevi!In questo periodo dell’anno, l’Ufficio Veterinario e l’Ufficio Monitoraggio e Conservazione della Fauna Selvatica del Parco Nazionale della Majella ricevono solitamente chiamate da parte di persone che casualmente s'imbattono in piccoli di capriolo o cervo e che animati dalle migliori intenzioni, richiedono soccorso oppure li prelevano per consegnarli al veterinario e ai biologi dell'Ente Parco.L'Ente Parco intende ribadire che in questi casi sia necessaria molta attenzione quando ci si trova davanti a piccoli animali selvatici che apparentemente sembrano abbandonati, ma che in realtà sono stati solo lasciati soli per un breve periodo. Infatti è del tutto naturale che proprio in questo periodo dell'anno, le femmine di capriolo o di cervo, per alimentarsi al pascolo, lascino spesso, ma solo per un tempo limitato, i loro piccoli soli, facendo affidamento sulle capacità mimetiche del mantello e sull'assenza di odori che possano attirare eventuali predatori. I cerbiatti rimangono nascosti tra l'erba fino a quando la madre non torna.Spesso questo comportamento naturale viene erroneamente interpretato come un abbandono; è dunque assolutamente inopportuno intervenire. Se il piccolo viene raccolto nel tentativo di "soccorrerlo", si altera il suo odore e per di più lo si sottrae dal sito nel quale la madre si aspetterebbe di ritrovarlo: dopo alcuni tentativi di ricerca, la femmina di capriolo o di cervo cesserà di cercarlo e, anche qualora venisse riportato nel luogo di ritrovamento, se trascorso molto tempo, difficilmente la madre lo riconoscerà come proprio. Quindi il loro futuro sarà inevitabilmente compromesso perché saranno destinati, nella maggior parte dei casi, a vivere in cattività, avendo modificato il proprio comportamento in modo irreversibile.In questi casi i tecnici del Wildlife Research Center del Parco lavoreranno comunque per garantire la loro crescita, somministrando più volte al giorno un latte speciale ricostituito secondo la composizione naturale delle diverse specie.E' ovvio invece che nel caso in cui si incontri un animale in reale difficoltà (con ferite evidenti o movimenti innaturali) evitando di avvicinarsi in modo imprudente, si dovrà segnalare quanto osservato agli uffici dell'Ente Parco, ai Centri informazioni presenti sul territorio o al personale di sorveglianza delle Stazioni Carabinieri Parco.Cogliamo l’occasione per ricordare che per gli interventi di soccorso alla fauna selvatica o per la segnalazione di animali in difficoltà l’Ente Parco ha attivato il numero verde 800337999.

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