Pretoro: dove la fede incontra la scienza nel nome dei serpenti

12-05-2026 09:54 -

Alle pendici della Maiella, dove l'antico borgo di Pretoro si arrampica sulla roccia, si è rinnovato anche quest'anno il rito millenario dedicato a San Domenico di Sora.
Una celebrazione che non è solo una manifestazione di profonda devozione religiosa, ma un crocevia unico dove fede, paganesimo e tutela ambientale si fondono in un'unica, suggestiva immagine.

Tra fede e antiche credenze
La festa, che trova il suo momento clou nella rievocazione del "Miracolo del Lupo", affonda le radici in tradizioni che precedono il cristianesimo, richiamando culti legati alla terra e alla protezione dagli animali selvatici. I "serpari" locali, custodi di un sapere tramandato di generazione in generazione, partecipano con orgoglio: "Partecipo a questa festa perché da tempo ci partecipa anche mio padre e me ne sono innamorato", raccontano i partecipanti più piccoli, testimoniando un legame viscerale con il territorio.

I Serpenti: protagonisti sotto osservazione
Se un tempo i rettili erano visti esclusivamente come simboli da domare o offerte propiziatorie, oggi la festa è diventata un'importante occasione di citizen science.
Prima e durante la sfilata, dove i partecipanti si esibiscono con i rettili fra le mani, entra in gioco la scienza.
Nello stand dedicato allo studio degli animali, un team di veterinari e biologi lavora alacremente per monitorare lo stato di salute degli esemplari catturati.

Tra i compiti principali:
Monitoraggio sanitario: controllo generale della salute e analisi tramite tamponi per verificare la presenza di eventuali micosi o patologie emergenti.
Identificazione individuale: attraverso l'applicazione di microchip (piccoli dispositivi grandi come un chicco di riso), è possibile identificare i singoli individui e studiare nel tempo lo stato di conservazione delle popolazioni locali.
Studio scientifico: I dati raccolti permettono di dare un valore accademico a una tradizione che altrimenti resterebbe solo folkloristica.

Un Valore Scientifico per la Tradizione
"In questo modo diamo valore scientifico a un'antica tradizione abruzzese", spiegano gli esperti coinvolti.
Le specie monitorate, tra cui il Cervone (noto come "serpe del santo"), il Biacco (sorgiarola o scroscione), la Biscia dal collare e il Colubro di Esculapio (Saettone o Serenella), sono protette da normative europee.
Grazie a questo protocollo, la festa garantisce che ogni animale venga trattato con rispetto e restituito al suo habitat naturale in condizioni ottimali.

La festa di San Domenico a Pretoro dimostra come la conservazione della biodiversità e il mantenimento dell'identità culturale possano non solo coesistere, ma trarre forza l'una dall'altra, trasformando un rito antico in una risorsa per il futuro dell'ecosistema abruzzese.