MAIELLA, la montagna che guarda il mare, un anfiteatro per il clima

09-09-2026 17:15 -

Il 5 e 6 settembre si è svolta nel Parco Nazionale della Maiella l’ottava edizione dell’evento “Climbing for Climate”.
L’iniziativa “MAIELLA, la montagna che guarda il mare, un anfiteatro per il clima”, promossa dalla Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS) e dal Club Alpino Italiano (CAI) e organizzata dall’Università ‘G. d’Annunzio’ di Chieti-Pescara, ha visto la partecipazione dell’Università degli Studi di Brescia, delle Università abruzzesi di L’Aquila, Teramo, GSSI, Leonardo da Vinci, del CAI Abruzzo e del Parco Nazionale della Maiella.
Climbing for Climate è una iniziativa dimostrativa organizzata dalla RUS - Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile e dal CAI - Club Alpino Italiano per sensibilizzare l’opinione pubblica locale, nazionale e internazionale sugli effetti dei cambiamenti climatici in atto alla luce degli obiettivi dell’agenda 2030 dell’ONU, in particolare: lotta al cambiamento climatico (SDG13) e promozione della vita sulla terra/protezione della biodiversità (SDG15), ma anche promozione del turismo sostenibile (SDG8) e dell’inclusione sociale ed economica di chi vive in aree periferiche (SDG10), supporto alle comunità sostenibili (SDG11).
Le escursioni sin sulla vetta del Monte Focalone (2.676 m) hanno reso possibile l’osservazione dell'impatto del cambiamento climatico sui nostri ecosistemi: il direttore e botanico dell’Ente Parco Luciano Di Martino e la prof.ssa Angela Stanisci dell’Università del Molise hanno illustrato gli effetti del cambiamento climatico sulla vegetazione erbacea nelle aree d'alta quota attraverso la rete europea di monitoraggio ecologico del progetto GLORIA (GLObal Research Initiative in Alpine ecosystems), attivo da oltre 20 anni e coordinato per l’Italia centrale dall'Università degli Studi del Molise con la diretta collaborazione dell’Ente Parco.
Alcuni interessanti risultati, pubblicati su diverse riviste scientifiche, hanno evidenziato un calo significativo della copertura e della ricchezza di tutte le specie sulle comunità vegetali prese in considerazione. Tale perdita di biodiversità, finora osservata solo nelle vette del Mediterraneo più calde e meridionali d'Europa, è probabilmente attribuibile all'effetto combinato delle temperature più elevate, dell'aumento del periodo vegetativo e della diminuzione della disponibilità idrica. I dati analizzati hanno chiaramente mostrato la vulnerabilità degli ecosistemi d'alta quota per l’aumento della temperatura e l'importanza delle attività di monitoraggio per comprendere meglio le tendenze della vegetazione e le strategie di adattamento di questi ecosistemi.
Tra i numerosi relatori ed esperti, l’organizzatore dell’evento il prof. Carmine Trecroci dell’Università di Brescia e Presidente del Comitato di coordinamento RUS, il Magnifico Rettore dell’Università di Brescia prof. Francesco Castelli, la prof.ssa Michela Venditti ed il prof. Luigi Menghini dell’Università di Chieti-Pescara, il prof. Alessandro Marucci dell’Università dell’Aquila, il Presidente del CAI Abruzzo Francesco Sulpizio, il Presidente della sezione CAI di Brescia Renato Veronesi.

IL VIDEO DELL'INIZIATIVA