A Palena
Marco Mazzei ha realizzato la scultura FOLIA a Palena, parte integrante del progetto FOLIA promosso dal Parco Nazionale della Maiella in collaborazione con la Regione Abruzzo.
L’opera mette in relazione due luoghi distanti: Palena in Abruzzo e Palena in Cile. Due paesi accomunati dallo stesso nome e da similitudini straordinarie, entrambi immersi in contesti di tutela ambientale all’interno dei rispettivi Parchi Nazionali – qui la Maiella, là il Parco Nazionale Corcovado. La FOLIA di Mazzei, creata nel 2025, nasce proprio come simbolo di gemellaggio tra queste due comunità: un ponte invisibile che unisce popoli separati da migliaia di chilometri, ma legati da un’aspirazione comune alla conservazione della natura e alla condivisione di valori.
FOLIA parla di radici, di persone e di natura. Parla di unione tra popoli, senza limiti di distanza. Diventa un segno di uguaglianza e fratellanza, parte di uno stesso corpo: siamo come foglie alimentate dallo stesso albero, l’albero che ci dà la vita, i cui rami si estendono su tutto il pianeta Terra.
L’opera è custodita nel Castello Ducale di Palena, un luogo che domina il paese e ne conserva la memoria millenaria. Qui, all’ultimo piano, si trova il Museo Geopaleontologico Alto Aventino, uno spazio straordinario dove natura, tempo presente e tempo lontano convivono: i fossili miocenici di Capo di Fiume, testimonianze di un antico mare e di ecosistemi perduti, raccontano l’evoluzione geologica della Maiella e della valle dell’Aventino. In questo contesto l’opera non decora semplicemente: prende posizione e diventa un simbolo vivo di pace, fratellanza e continuità tra passato profondo e futuro condiviso.
L’opera mette in relazione due luoghi distanti: Palena in Abruzzo e Palena in Cile. Due paesi accomunati dallo stesso nome e da similitudini straordinarie, entrambi immersi in contesti di tutela ambientale all’interno dei rispettivi Parchi Nazionali – qui la Maiella, là il Parco Nazionale Corcovado. La FOLIA di Mazzei, creata nel 2025, nasce proprio come simbolo di gemellaggio tra queste due comunità: un ponte invisibile che unisce popoli separati da migliaia di chilometri, ma legati da un’aspirazione comune alla conservazione della natura e alla condivisione di valori.
FOLIA parla di radici, di persone e di natura. Parla di unione tra popoli, senza limiti di distanza. Diventa un segno di uguaglianza e fratellanza, parte di uno stesso corpo: siamo come foglie alimentate dallo stesso albero, l’albero che ci dà la vita, i cui rami si estendono su tutto il pianeta Terra.
L’opera è custodita nel Castello Ducale di Palena, un luogo che domina il paese e ne conserva la memoria millenaria. Qui, all’ultimo piano, si trova il Museo Geopaleontologico Alto Aventino, uno spazio straordinario dove natura, tempo presente e tempo lontano convivono: i fossili miocenici di Capo di Fiume, testimonianze di un antico mare e di ecosistemi perduti, raccontano l’evoluzione geologica della Maiella e della valle dell’Aventino. In questo contesto l’opera non decora semplicemente: prende posizione e diventa un simbolo vivo di pace, fratellanza e continuità tra passato profondo e futuro condiviso.



Palena stessa è un borgo ricco di tradizioni artigiane radicate nel tempo. Fin dal Medioevo, come altri centri abruzzesi, ha ospitato maestri ceramisti che producevano oggetti per la casa e creazioni decorative, con tecniche tramandate di generazione in generazione. La ceramica di Palena testimonia una manualità antica che ha saputo trasformare la terra in arte utile e bella.
Installare FOLIA qui significa intrecciare questi fili: la geologia custodita dal museo, l’artigianato che ha forgiato l’identità del borgo, il gemellaggio con la Palena cilena che apre orizzonti lontani. È un invito a vedere nella foglia non solo un elemento naturale, ma un emblema di resilienza, connessione e trasmissione culturale – proprio come le mani degli artigiani palenesi hanno modellato argilla per secoli.
Un ringraziamento speciale va all’amministrazione del Comune di Palena, in particolare a Francesca Larcinese e a suo marito Massimo, che hanno reso possibile questo dialogo tra terre, nomi e popoli lontani.
Installare FOLIA qui significa intrecciare questi fili: la geologia custodita dal museo, l’artigianato che ha forgiato l’identità del borgo, il gemellaggio con la Palena cilena che apre orizzonti lontani. È un invito a vedere nella foglia non solo un elemento naturale, ma un emblema di resilienza, connessione e trasmissione culturale – proprio come le mani degli artigiani palenesi hanno modellato argilla per secoli.
Un ringraziamento speciale va all’amministrazione del Comune di Palena, in particolare a Francesca Larcinese e a suo marito Massimo, che hanno reso possibile questo dialogo tra terre, nomi e popoli lontani.



La Folia a Palena
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