Progetto "Folia"
siamo tutti foglie al vento, brevi ma splendenti nel passaggio
Ogni foglia di folia è una forma effimera, una collaboratrice discreta del paesaggio, che accoglie in sé le sfaccettature della meraviglia, della diversificazione, della vita quotidiana. È un’opera che si fa parte del respiro della Maiella, che racconta il mutare delle stagioni, il cambiamento climatico, la forza e la vulnerabilità della natura e degli uomini. Marco Mazzei con elementi leggeri e tenaci si radica nei comuni del Parco come testimone del fragile equilibrio tra l’uomo e il paesaggio. Realizzate in alluminio biocompatibile, ogni folia riflette la luce unica della Maiella: una luce assimilabile a qualcosa di antico, sottile, capace di scolpire le ombre e diaccarezzare i colori delle stagioni. Ed è proprio tra le vette, dove si alzano come onde pietrificate le vallate dove il tempo scorre lento come acqua nascosta, il GeoParco della Maiella custodisce la memoria profonda della Terra. Qui, dove le rocce raccontano tempi lontani e il vento plasma ancora i profili delle montagne, nasce folia: un viaggio artistico ed emozionale che intreccia geografia, geofisica e geologia dei sentimenti. La Maiella, sede di luce, antica madre di pietra e di vento, rivela folia plasmandosi matericamente attraverso la sua bellezza fragile: quella che muta, che si spezza, che rinasce. Perché la bellezza fragile è molto più di un’estetica: è una condizione esistenziale, un messaggio profondo che intreccia natura, arte, tempo e responsabilità. La diversità della vita, la metamorfosi delle stagioni, il cambiamento climatico che insinua la sua impronta anche nei luoghi più puri, diventano racconto visibile elaborato dall’artista.
Folia è una mappa geo-emozionale, un tessuto vivo che collega i paesi, i crinali, le gole e le pietre fossili, trasformando il Parco in un paesaggio narrante. Ogni installazione diventa crepa nel tempo, una finestra sull’invisibile, una mano che cerca il respiro nascosto delle cose. Da qui il concetto che non è solo arte ma ecosistema di intenti — ambientali e relazionali —, rigenerazionali che nascono dall'incontro artista e comunità, tra gesto creativo e materia viva del paesaggio. vi è etica della cura, come qualcosa di prezioso proprio perché vulnerabile. Nasce una consapevolezza del limite posto da noi che siamo parte del nostro mondo, rivelatori del tempo, che il nostro impatto lascia tracce; che la meraviglia non è infinita. "Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” così Ungaretti scriveva, così folia ascolta questo fremito e lo espande facendo di ogni foglia un simbolo della precarietà, ma anche della resistenza, della necessità di radici nuove.
Simone Marsibilio
Simone Marsibilio
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