Alle Grotte del Cavallone

Marco Mazzei ha installato la sua scultura FOLIA alla stazione di arrivo della cestovia per avviarsi alle Grotte del Cavallone, installata direttamente sulla roccia viva,
FOLIA è un progetto di Mazzei e realizzato in collaborazione con il Parco Nazionale della Maiella e la Regione Abruzzo.
Per l'artista è stata un’esperienza importante e singolare: l’iniziativa è nata dalla forte volontà del Sindaco di Taranta Peligna, Francesco Piccone, che nel 2025 ha desiderato quest’opera in uno dei luoghi più straordinari e alti d’Europa. La foglia, alta 2,5 metri e realizzata in alluminio ecocompatibile, è stata prima creata nel Palazzo Malvezzi di Taranta Peligna e poi trasferita con un viaggio dal sapore antico: dal paese fino alla stazione della cestovia, per poi essere caricata in un cestello e fatta salire lentamente lungo il Vallone di Taranta fino a Colle Rotondo (a circa 1366-1388 metri di quota).
Quel trasferimento è stato un momento di pura intensità: l’emozione di realizzare qualcosa di unico, portando un simbolo di vita e natura proprio laddove la montagna si apre in un mondo sotterraneo millenario.
Le Grotte del Cavallone, situate a circa 1475 metri s.l.m. sul versante orientale della Maiella, sono considerate le grotte turistiche più alte d’Europa. Esplorate fin dal Settecento e rese accessibili nel 1893 grazie alla Società delle Grotte del Cavallone e del Bove, fondata da Alessandro De Lucia – che realizzò scalinate e passerelle nella roccia –, hanno affascinato esploratori, letterati e artisti. Gabriele D’Annunzio e Francesco Paolo Michetti vi trassero ispirazione per la scenografia de La figlia di Iorio (1904), con la Sala di Aligi che divenne il rifugio degli amanti nella tragedia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’autunno 1943 lungo la Linea Gustav, le grotte divennero rifugio per gli abitanti di Taranta Peligna: donne, bambini e animali vi si nascosero per oltre un mese, dal novembre 1943 al febbraio 1944, sfruttando la temperatura costante di 10°C per sopravvivere al freddo rigido.

La cestovia – non una funivia classica, ma una storica “cestovia” con cabine aperte a due posti, attiva dal 1978 – è parte integrante dell’esperienza: in circa 20 minuti si sale dolcemente dal fondovalle (circa 760 metri) godendo di un panorama a 360° sul Vallone di Taranta, con l’ingresso della grotta che appare come l’occhio di un cavallo incastonato nella roccia. È un viaggio lento, quasi contemplativo, che prepara all’incontro con il cuore della montagna.
Posizionare FOLIA all’entrata delle grotte del cavallone significa unire la forza generatrice della natura – la foglia come origine di vita – alla storia profonda di questo luogo: un rifugio di sopravvivenza, ispirazione artistica, meraviglia geologica. La scultura dialoga con la roccia antica, con le concrezioni millenarie all’interno e con la memoria di chi ha trovato salvezza tra queste pareti. È un segno di continuità tra terra, uomo e futuro, in uno dei siti più emblematici della Maiella.
Un ringraziamento speciale va al Sindaco Francesco Piccone, al Comune di Taranta Peligna, al Parco Nazionale della Maiella e a tutti coloro che hanno reso possibile questo viaggio unico.

La Folia alle Grotte del Cavallone