16 Aprile 2024
Un Parco di Montagna affacciato sul Mare

L’INVASIONE DI PIETRANSIERI

Il 22 marzo 1864 un gruppo di trenta briganti si muoveva da colle Monna, a ridosso di Roccaraso, ed attraversata la strada nazionale entrò nel bosco detto della Difesa. Tuttavia, alcuni roccolani riuscirono ad intravederli e chiamarono i locali real carabinieri. Occorreva organizzarsi per tempo e muoversi all’inseguimento di quella banda. La banda, intanto, continuava la sua marcia dirigendosi verso la montagna di Pietransieri, oltrepassando serra Castellaccio, per giungere nella parte terminale di piana Selvareccia. Qui si fermarono. Ora, in quel punto erano coperti dalla serra Castellaccio a destra mentre, alle loro spalle, avevano il bosco come possibile luogo di fuga verso il monte Tocco o la località chiamata Carceri. La loro intenzione, però, era un’altra. Alle ore 16:00, infatti, venti di loro accerchiarono un pastore di nome Vincenzo Macerelli mentre gli altri controllavano il territorio. L’uomo non si sentiva certamente sicuro poiché dinanzi a lui vi era gente armata di fucili e pistole. Non è Macerelli la loro preda. Infatti, chiesero al pastore se nella vicina Pietransieri vi erano guardie nazionali. Lui, prontamente, rispose che ve ne erano poche in quanto le altre erano impegnate in attività di perlustrazione in altri luoghi lontani dal paese. Gli uomini salutarono e si avviarono lungo il vallone che li portava al piccolo villaggio. Tuttavia, decisero di attaccare con la notte a loro favore.

Verso il tardo pomeriggio arrivarono cinque real carabinieri, un distaccamento di granatieri e dieci guardie nazionali di Pietransieri provenienti da Roccaraso.

Intanto, verso le ore 23, in paese si udirono degli spari. Il gruppo dei briganti attaccò direttamente il posto di guardia. Presero quattro fucili e munizioni, mentre le poche guardie nazionali presenti fuggirono nel lato opposto del paese e continuarono a sparare contro gli assalitori. Questi, intanto, entrarono in alcune botteghe rubando quello che potevano prendere.

Laura Amorosi in quel momento era in casa e sentì bussare fortemente alla porta. Non aprì fino a quando l’uscio fu sfondato. Entrò un uomo, alto e ben armato. Frugò con lo sguardo intorno a sé. Prese un prosciutto e fece per andarsene. Guardò nuovamente la signora e si presentò: «Sono Primiano Marcucci di Campo di Giove». Per lui era importante far parlare di sé e nello stesso tempo marcare il territorio con le sue azioni. Quando uscì dalla casa di Laura si avviò verso il centro del paese. In quel momento vide affacciato sul davanzale di una finestra un certo Carlo Di Battista. Questi, appena iniziò a sentire gli spari verso il corpo di guardia chiamò la figlia Maria Elena vicino a lui e chiuse il portone del palazzo. Poi, salito nel piano superiore cercò di guardare meglio di fuori cosa stesse accadendo e incrociò lo sguardo del capo della banda armata. Primiano non perse molto tempo e sparò contro Carlo ma la pallottola colpì l’architrave della finestra. Il padrone di casa, riavutosi dallo spavento, non ci pensò su e iniziò a rispondere al fuoco. Ora a Pietransieri si erano creati due zone di fuoco: sia nella parte dove vi erano le poche guardie nazionali che intorno alla casa del Di Battista. Ecco però che dalla montagna arrivarono 30 granatieri, 5 carabinieri e 10 guardie nazionali. I briganti cercarono di resistere ma il numero degli attaccanti e dei difensori in paese era troppo alto. Primiano ordinò di fuggire a coloro che rimanevano ancora con lui mentre altri si dispersero. I soldati inseguirono il brigante verso la direzione del Passo della Liscia ma sopraggiunse la nebbia che non fece più vedere nulla agli inseguitori. Le ricerche continuarono per tutta la notte ed il giorno seguente fino a quando un dispaccio arrivò a Roccaraso: Primiano era stato avvistato la mattina nei pressi di Agnone. Durante la notte, quindi, aveva attraversato il Sangro ed era entrato in Molise. Il brigante di Campo di Giove era ancora troppo abile e veloce per tutti e la sua cattura sarà rimandata di qualche anno. Ora, però, era il tempo del brigante Primiano.

a cura di Nunzio Mezzanotte “Briganti della Maiella, personaggi, luoghi e avventure”; Documenti tecnico – scientifici del PNM n.10

Iniziativa promossa con i volontari S.C.U. – Ilaria Di Prinzio, Valentina Di Prinzio, Sebastian Giovannucci
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