18 Aprile 2024
Un Parco di Montagna affacciato sul Mare

San Martino in Valle

Dove si trova


Vallone di S. Spirito, a circa 500 m. s.l.m.
Fara San Martino
Chieti
Abruzzo
Telefono: 0872980970
E-mail: farasanmartino@parcomajella.it

Come si raggiunge



Dal centro abitato del Comune di Fara San Martino, seguire l'indicazioni per il parcheggio antistante le gole di Fara San Martino. Proseguire per il sentiero del Parco H1. Per l'ingresso nelle gole è altamente raccomandato indossare il casco di protezione e calzature idonee.
Probabilmente il monastero sorse su un insediamento eremitico costituito da una cella scavata nella roccia.
La struttura, riportata alla luce recentemente, ha subito dal IX al XVIII continui rifacimenti. Sono visibili i resti del cancello di accesso e un cortile interno dal quale si accede ad un portico originariamente a tre arcate sorrette da quattro colonne con capitelli a foglia.
Sul lato nord del portico c’è un campanile a vela, ristrutturato nel Settecento, mentre il portale della chiesa è del XIII sec.
L’interno è diviso in tre navate dalla planimetria irregolare e presenta una pavimentazione a lastre di pietra nella zona presbiteriale, dove si trovano anche dei sedili in muratura che dovevano formare il coro. Dalla navata centrale si passa a quella settentrionale attraverso un muro a tre arcate sul quale sono presenti tracce di affreschi; da questo lato di accede all’ambiente più antico della chiesa, interamente scavato nella roccia, dove sono conservate due colonnine datate 1411.

Attestato per la prima volta nell’829 tra i possedimenti del monastero di Santo Stefano in Lucania ubicato tra Atessa e Tornareccio.
Qualche anno prima San Martino era stato donato da Pipino, figlio di Carlo Magno, al monastero di Santo Stefano come testimonia una conferma dell’imperatore Lotario dell’ 832.
L’intitolazione al vescovo di Tour fa pensare ad una fondazione di origine franca. Il monastero è tra le rendite del vescovo di Spoleto nell’844, ma subito dopo risulta tra i possedimenti cassinesi di San Liberatore a Maiella.
Nel 1172 è tra i possedimenti della diocesi teatina e nel 1221 Onorio III concede al monastero la protezione pontificia. I contrasti tra i monaci ed i vescovi teatini durarono a lungo e nel 1451 il monastero venne soppresso e i suoi beni devoluti al Capitolo Vaticano.
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