02 Marzo 2024
Un Parco di Montagna affacciato sul Mare

Ofride dei calabroni

Ophrys crabronifera Mauri

Sinonimi:
Ophrys argolica H.Fleischm. ex Vierh. subsp. crabronifera (Sebast. & Mauri) Faurh.; Ophrys exaltata Ten. subsp. sundermannii Soó; Ophrys fuciflora (F.W.Schmidt) Moench subsp. sundermannii Soó
R (Rara)

L'ofride dei calabroni è una specie endemica dell'Italia centro-meridionale, diffusa soprattutto nelle aree costiere dall'Emilia-Romagna alla Basilicata. Cresce in prati aridi, garighe, incolti e radure boschive, su suoli calcarei o sabbiosi, fino a circa 1000 m s.l.m.

Etimologia:
il nome generico in greco significa ‘sopracciglio', forse da una pianta citata da Plinio che produceva una tintura per le sopracciglia, o per la pelosità del labello; il nome specifico significa ‘portatrice di calabroni' per l'aspetto del labello.

Descrizione: pianta con 2 (-3) tubercoli ovoidi, alta 20-70 cm, con fusto eretto, robusto e foglie oblungo-lanceolate addensate alla base. Infiorescenza lassa di 3-10 fiori relativamente grandi; brattee assai più lunghe dell'ovario. Tepali esterni oblunghi, i laterali subtriangolari, , biancastri o roseo-violacei, raramente verdastri, spesso con nervo centrale verde, più o meno rivolti all'infuori; tepali interni triangolari, di colore rosa più o meno intenso, raramente verdastri, lunghi circa 2/3 di quelli esterni, pubescenti, con apice arrotondato e bordi non ondulati. Labello intero, orbicolare (in apparenza ovoidale), più largo verso la base, bruno-rossastro, vellutato e con pelosità marginale lunga e densa; gibbe assenti o appena accennate; campo basale più chiaro e non delimitato; macula centrale, piccola e semplice (a forma di U rovesciata oppure di due gocce o losanghe, grigio-lucida, in posizione distale. Cavità stimmatica più larga che alta (a campana), pseudo-occhi verdastri poco evidenti. Ginostemio a rostro allungato, inclinato ad angolo ottuso sul labello. Apicolo evidente, giallo-verdastro, a punta singola o tridentato, rivolto in basso o in avanti. Sperone assente, ovario non ritorto, glabro e sessile.

Forma biologica: geofita bulbosa.
Periodo di fioritura: marzo-maggio.
Foto di: Antonio Antonucci

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