28 Novembre 2021
Parco Nazionale della Maiella



UN PARCO DI MONTAGNA



AFFACCIATO SUL MARE

Presentati in Val Camonica i primi risultati del progetto Maiella Rock Art Project

02-11-2021 09:24 - Tutte le novità
Maiella Rock Art Project: le nuove ricerche del Parco per la riscoperta e la salvaguardia del patrimonio culturale preistorico sulla Montagna Madre. Fluorescenza a raggi X, analisi materiche non invasive e datazioni radiometriche dei pigmenti preistorici di grotte e ripari. Questi sono solo alcuni degli obiettivi principali del programma di ricerca scientifica internazionale incentrato sullo studio dell'arte rupestre della Maiella. L'iniziativa, patrocinata dall'Ente Parco Nazionale della Maiella, ha l'obiettivo di approfondire le conoscenze materiche e cronometriche sulle pitture abruzzesi che, recentemente, sono state collocate nell'ambito dell'arte rupestre schematica Mediterranea neolitica e protostorica (VI – I millennio a.C.). La ricerca affidata all’archeologo Guido Palmerini, ricercatore presso il laboratorio CEPAM – UMR7624 dell'Université Côte d'Azur di Nizza, viene svolta in stretta collaborazione, oltre che con il Servizio Biodiversità e Ricerca Scientifica del Parco, con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti, Pescara e L’Aquila e con i ricercatori del prestigioso Muséum national d'Histoire naturelle – UMR 7194 di Parigi. Proprio l'Istituto parigino ha messo a disposizione dell'equipe di ricerca un innovativo strumento di analisi non invasiva in grado di determinare con grande precisione la composizione materica delle pitture rupestri. La prima campagna di ricerca, durata 3 settimane e appena conclusasi, ha permesso di analizzare circa un terzo dei siti attualmente censiti che, nella loro totalità, costituiscono il più grande archivio d'arte rupestre dell'Italia appenninica. Inoltre, nel corso di questa missione, senza precedenti in Italia, è stato possibile determinare la presenza di depositi residui di carbonio all'interno delle superfici dipinte, indispensabili per eseguire le datazioni al radiocarbonio delle pitture rupestri. Dopo le ricerche sul sito preistorico della Valle Giumentina (610 mila anni fa), il Parco Nazionale della Maiella si conferma quindi, anche con le sue grotte decorate, un prezioso archivio di informazioni per lo studio sulla colonizzazione Umana dell'Appennino in epoca preistorica e un partner di riferimento per lo sviluppo di programmi di ricerca internazionale altamente specializzati.

I primissimi risultati della ricerca sono stati oggetto di una comunicazione al XXVIII Valcamonica Symposium “ROCK-ART, A HUMAN HERITAGE”, Capo di Ponte (BS) 28-31 ottobre 2021.
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