21 Ottobre 2020





UN PARCO DI MONTAGNA
AFFACCIATO SUL MARE

UN PARCO DI MONTAGNA
AFFACCIATO SUL MARE

Adriatic Caves

Il Parco Nazionale della Majella è l'ente capofila del progetto Interreg V-B “Adriaticaves”, finalizzato da un lato a promuovere la fruizione sostenibile del patrimonio speleologico del suo territorio, dall'altro ad incrementare l'efficacia della conservazione dell'habitat delle grotte, ed in particolare dell'habitat comunitario 8310 “Grotte non ancora sfruttate a livello turistico ”. Il progetto ha carattere transnazionale ed interessa una partnership tra Paesi che si affacciano sul mare Adriatico: Italia, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro ed Albania.

Uno degli obiettivi principali del progetto è quello di creare una rete di istituzioni pubbliche e private che gestiscono cavità naturali sia dal punto di vista turistico che conservazionistico, creando protocolli comuni per il monitoraggio e la tutela, offerte turistiche condivise individuate da un unico marchio, regole comuni per la fruizione sostenibile e professionalità adeguate per offrire un servizio di guida di elevata qualità.

I prodotti principali del progetto saranno infatti:
  • il nuovo marchio dell'itinerario turistico “Adriaticaves”, comune per tutti i partner;
  • la “Carta delle Grotte”, un accordo internazionale sottoscritto da tutti i soggetti gestori delle grotte, per garantire il turismo sostenibile in quelle aperte al pubblico, il rispetto dei valori naturali ed archeologici, la messa a punto di modalità di fruizione ad alto valore educativo e culturale;
  • il Piano di Azione Internazionale comune per tutti i partner di progetto per la tutela dell'habitat di interesse comunitario 8310, redatto conformemente alle disposizioni della Direttiva 92/43/EEC “Habitat”.
  • Il valore complessivo del progetto è di 1.325.236,05 Euro, di cui l'85%, pari a 1.126.450,61 Euro, costituisce il contributo dell'Unione Europea, suddiviso 702.847,26 Euro di fondi FERS per i partner comunitari e 423.603,35 Euro di fondi IPA II per i partner in fase di pre-adesione alla UE.
Per i partner italiani, la quota del 15% di cofinanziamento è costituita da fondi CIPE per i Programmi della Cooperazione territoriale europea.

I partner del progetto:
Lungo le due sponde del Mar Adriatico si trova un'intricata rete di grotte poco conosciute la cui genesi dipende dalle caratteristiche geologiche del territorio. Nel sottosuolo di ciascuna area naturale si trova un intero mondo fatto di formazioni carsiche, tesori nascosti che aspettano solo di essere scoperti. Adriaticaves si ramifica come le gallerie di questa rete di grotte poco note, connettendo fra loro i partner di progetto attraverso l'Adriatico. Ciascuna grotta è legata alle altre come stelle di una magica costellazione del sottosuolo. Grotte “minori” per un'escursione con un “maggior” impatto emozionale il cui ricordo è da custodire per tutta la vita. E' tutto mappato all'interno di un tour fatto di suggestione e mistero dove gli amanti della natura possono scegliere, ciascuno secondo il proprio ritmo e il percorso di visita preferito, come scoprire la moltitudine di ricchezze presenti e soddisfare la propria curiosità, meravigliandosi di inaspettate sorprese che sono lì per essere scovate.

Le Grotte nel Parco della Majella
Il carsismo è molto diffuso nel Parco soprattutto sulla Majella con più di 100 grotte.
Infiltrandosi e scorrendo da millenni nel sottosuolo, le acque piovane e quelle di fusione delle nevi ampliano le fratture delle rocce calcaree, scavano antri e gallerie con la loro azione chimica e meccanica. Lo stesso fenomeno è costruttivo quando crea stalattiti e stalagmiti, concrezioni alabastrine che ornano le pareti delle grotte come per il Cavallone a 1450 m nel Vallone di Taranta, complesso carsico lungo 1,3 km e attrezzato per la visita.
Ad accesso regolamentato per la sua fragilità è la Grotta Nera con il “latte di monte”, rara concrezione morbida al tatto nella cui genesi concorrono dei batteri.
La temperatura dell'ambiente ipogeo è costante tutto l'anno, circa 10°C nel Parco, l'umidità è alta (80-90%) e la luce assente, ma questo non impedisce la vita.
All'ingresso e nel primo tratto vivono piante che amano i luoghi ombrosi tra cui il Capelvenere, l'Aquilegia della Majella e la Campanula di Cavolini, oltre a muschi e licheni, mentre all'interno solo alghe e funghi.
La fauna è costituita principalmente da invertebrati (aracnidi, ortotteri, coleotteri, lepidotteri) adattati all'ambiente ipogeo con riduzione degli organi visivi, depigmentazione del corpo e sviluppo di apparati sensoriali come lunghe setole tattili.
Le grotte sono frequentate talvolta per il letargo o per il riposo da diverse specie animali, volpi, faine, lupi, orsi, rapaci notturni ma soprattutto chirotteri, mammiferi volanti che si muovono e cacciano grazie all'emissione di ultrasuoni con cui localizzano prede e ostacoli.
La maggior parte di quelli presenti in Majella usa le cavità almeno per il periodo dell'ibernazione.
Molte grotte e cavità del Parco sono state frequentate dall'Uomo come quelle neolitiche di Grotta Caprara (Lama dei Peligni) e dei Piccioni (Valle dell'Orta), S. Giovanni all'Orfento che fu eremo di Celestino V e lo Stazzo del Faggio (Pennapiedimonte) che è stato un riparo pastorale.
risultati: 1-4 / 4
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