09 Dicembre 2022
Parco Nazionale della Maiella



UN PARCO DI MONTAGNA



AFFACCIATO SUL MARE

ITINERARIO I – tra soldati e briganti

Il Sentiero dei Briganti

Scheda Tecnica:
Località di inizio:
Località di arrivo:
Difficoltà escursionistica:
Dislivello in salita:

Dislivello in discesa:
Lunghezza:
Tempo di percorrenza:
Punti acqua:
Strutture informative del Parco più prossime alla zona:

Descrizione:

La vista dal Rifugio Pomilio è ormai nota a molti, un vero e proprio balcone sul mare Adriatico e sull'Abruzzo costiero, con le alte vette della Maiella a dominare il contesto. Dopo essere arrivati alla “Madonnina” del Blockhaus, il cammino si inoltrerà in una fitta mugheta a ridosso della Valle dell'Orfento prima e poi della selvaggia Valle di Selvaromana, per giungere alle “Tavole dei Briganti”.
Il ritorno è da effettuarsi sulla stessa strada.

Episodi di Brigantaggio lungo la tappa:


13-16 agosto 1866, Valle Giumentina – La Vendetta di occhie di celle” I giorni di agosto a Caramanico Terme sono, da sempre, giorni di grande feste legati alla Madonna dell'Assunta. Basilio Liberi, un possidente terriero di Roccamorice, decise che sarebbe stata un'ottima occasione per comprare una salma di vino. In paese si ragionava sul prezzo del grano e del farro e altri raccontavano della guerra in nord Italia che con il diminuire dei soldati, impegnati sul fronte austriaco, le bande di reazionari capeggiate dal brigante Nicola Marino e Cannone si facevano sempre più violente e cercavano di chiudere i conti con qualcuno. Non sapremo mai se Basilio avesse qualche debito con loro, ma certamente era tra le persone a rischio. Non era un caso che tale Basilio Liberi era il presidente dell'urna di Roccamorice quel 20 ottobre 1860, quando bisognò votare a favore del regno unitario d'Italia con Vittorio Emanuele II.
Basilio dopo aver acquistato il vino si incamminò per tornare a Roccamorice verso Valle Giumentina. Giunto a confine con il tenimento di Abbateggio si trovò, dinnanzi a due antiche querce, cinque uomini. Sembrava che fossero fermi per riposare dopo una lunga giornata di lavoro. Invece, si rivelarono briganti. Chiesero a Basilio di venire con loro e tramite Francesco Speranza, un contadino della zona, fecero recapitare alla moglie di Basilio un biglietto di ricatto. Maria Nicola, la moglie di Basilio, inviò solo qualche soldo delle 2250 lire richieste da Nicola Marino e la conseguente risposta da parte del brigante non si fece attendere:
«Noi non avemmo prende moglie. O ci portate 100 piastre dorate o prima ammazziamo vostro marito e dopo ammazziamo la famiglia vostra».
Il giorno dopo, intanto, arrivarono presso la valle Giumentina i soldati ed i real carabinieri alla ricerca dei briganti. Posti nelle collinette dinanzi al vallone di San Bartolomeo nel versante di Caramanico, quest'ultimi tennero per tre ore sotto scacco i soldati fino a dividersi in gruppi trovando rifugio nella valle di Santo Spirito. Questa si costituisce di una fittissima faggeta piena di sentieri e vie di fuga e che termina sui prati della Maielletta. Costringendo i soldati alla ritirata, molto probabilmente essi risalirono l'Orfento e giunsero nella zona di monte Cavallo. Questo tragitto, però, poteva essere fatto solo di notte poiché bisognava passare sotto il Block Haus, dove si trovavano alcuni soldati riparati in un piccolo fortino. Probabilmente, i briganti raggiunsero la località che oggi chiamano la Tavola dei brigant e questo poteva avvenire solo di giorno, causa la fitta faggeta, magari alle prime ore dell'alba. La zona era molto strategica per i briganti, poiché potevano raggiungere facilmente il versante di Pennapiedimonte; oppure salire sul monte Focalone attraversando così la Maiella e discendere qualsiasi versante.
Il brigante, dopo aver annunciato la morte del marito di lei, le chiede scusa se scrive così poco. Forse si rende conto della sua ferocia.
«Cara moglie, ga opardito da questo mondo affatte/ una aspera morte, atesso e morto Basilio/ epresto morirai tu con tutte le famiglie/ per le tante male azzione che avete/ fatto sara distrutta lintiera famiglia/ avete mandato 9 pezze e melo prese scusate di questi pochi versi»
Tuttavia, lo stesso Nicola, racconterà a molti di aver fatto uccidere il signor Liberi ed il cui corpo fu fatto cadere da una delle rupi di Scrima Cavallo. Ciò che rimaneva di lui fu ritrovato il pomeriggio del 16 agosto dalle autorità di Caramanico. Questa fu la tragica fine di Basilio Liberi. Il motivo di questa uccisione non lo sapremo mai, ma certamente il suo status sociale e la sua vicinanza ai liberali furono motivi non del tutto indifferenti alla vicenda. L'estate del 1866 si rivelò una stagione molto pericolosa per chi avesse a che fare con i briganti.
Nicola Marino era capo indiscusso dei briganti della Maiella nord occidentale e con questo gesto, insieme ad altri, faceva parlare di sé con le sue azioni talvolta molto cruente. Nulla gli sfuggiva e veloce scampava alla cattura. La forza pubblica non aveva a che fare con un semplice brigante ma con l'astuzia e l'agilità simile ad un rapace da cui l'appellativo Nicola Marino detto «Occhie di celle».

Curiosità:

"Nel 1820 nacque Vittorio Emanuele II re d'Italia. Prima era il regno dei fiori ora è il regno della miseria". Quest'incisione, che troviamo presso la Tavola dei Briganti, esprime una chiara protesta politica contro il regno dei Savoia. È stata realizzata nel 1895 quando il brigantaggio post unitario era finito da tempo. Ciò non toglie che il luogo sia stato sicuramente frequentato dai briganti poiché rappresentava un punto di passaggio fra la valle di Pennapiedimonte e la valle dell'Orfento.


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